Ogni tanto approfitto di una bella giornata per partecipare a un colloquio di lavoro di gruppo, o anche singolo, se capita. Non c’è occasione in cui mi convinca di quanto l’offerta di lavoro nel nostro paese sia fin troppo fumosa. Le inserzioni, gli annunci online di ogni portale noto e meno noto, nonostante professino una spiccata serietà, una selezione degli annunci all’origine, in realtà non possono nulla davanti allo strapotere dell’italiano medio che decide di fregare un suo simile.

    Offerta di lavoro

    Questa volta l’occhio è caduto su alcune ricerche in ambito edile: muratori, apprendisti, ma anche escavatoristi e specialisti. Lavori dove l’esperienza fa la differenza, eppure sottopagati e pagati in nero, per gran parte.
    Ho risposto all’annuncio con la massima sincerità sulle mie esperienze e attitudini: ho scritto che stavo cercando un lavoro per superare il momenti di crisi, data anche dal COVID19 e dalla pandemia, che non avevo grande esperienza in ambito edile, ma che avrei dato anima e corpo in cambio di uno stipendio, di un lavoro pur anche in nero.
    Sono stato convocato da una donna, che naturalmente non mi ha ricordato l’annuncio, nè la mia candidatura. Fanno benissimo i manager HR quando consigliano di tenere traccia delle candidature, e difatti dopo qualche minuto ho trovato quella cui si riferiva la telefonata, ma io ho simulato una persona che cerca lavoro, e ho inviato circa un migliaio di curricula in un mese (in realtà l’ha fatto per me uno dei nostri gestionali personalizzati per le HR, ma non importa, il risultato è identico). La professionalità dell’azienda vuole anche una persona che sia in grado di ricordare, seppure in modo sintetico, l’inserzione a cui ci si riferisce.

    Appuntamento per il colloquio

    Anche questo vi fa capire con chi avete a che fare. A me hanno dato appuntamento dalle 17 alle 19. Non dovevo scegliere una fascia oraria, oppure una mezz’ora. No, l’appuntamentoera per qualsiasi ora e momento all’interno della fascia oraria. Dovreste già immaginare che stiate per perdere il vostro tempo.
    Sia perchè avrei dovuto scrivere, sia perchè andare da Roma nord all’Anagnina in moto non è poi così lontano. Per qualcuno che si debba muovere in auto, oppure a piedi, sarebbe un’impresa. Per un appuntamento di lavoro uno ben volentieri, di solito, perde qualche ora. In questo caso sarebbe stato davvero inutile, e mentre arrivavo in quel punto desolato e sconosciuto, in mezzo alla campagna, pensavo a qualcuno che potesse arrivarci a piedi. Un viaggio impensabile.

    Ciro al colloquio di lavoro

    Non si chiamava Ciro, ma dobbiamo usare per forza un nome di fantasia.
    Naturalmente non sapeva il mio nome, eppure c’ero solo io. Non ero solo nell’ufficio, o nel negozio. Ero solo entro circa un ettaro di terreno, in mezzo a cui c’era una specie di roulotte o semi container arredato da simil ufficio.
    Ciro mi aspettava fuori, o meglio è uscito perchè non aveva assolutamente niente da fare, e ha iniziato il colloquio, se così lo vogliamo chiamare, all’aperto. Dopo cinque minuti si è accorto della situazione, e mi ha invitato a entrare.
    Ancora meno di cinque minuti e il colloquio era finito.
    Risultato: “Le faremo sapere”. Chi sono poi quelli che mi faranno sapere, non si sa.

    In tutti i modi il lavoro era in nero, sottopagato per quanto poco si possa pagare un lavoro nell’edilizia, era saltuario e soprattutto era pagato “quando ci pagano”, ovvero a data ignota.

    Io non disprezzo questa gente, che ci prova, che anzi – da come si comporta – è del tutto assuefatta a questa modalità di assumere, o direi meglio “fregare”, chi cerca un lavoro.
    Mi sembra invece del tutto assurdo che gli strumenti online, gli stessi che dovrebbero portarci un vantaggio, e parlo della maggior parte dei portali di annunci, su cui tutti siamo andati almeno una volta, si prestino a questo genere di fregature.

    Se io cerco un lavoro e trovo addirittura un filtro che mi permette di trovare solo posizioni da “Quadro”, penso che il portale che pubblica l’annuncio sia serio. O semiserio.
    Invece è tremendamente connivente con annunci che puntano tutto sulla manodopera a basso, bassissimo costo.
    E se non si tratta di lavori simili, si tratta di vendita o rivendita di integratori, trucchi, profumi, a prezzi di dieci volte quelli di mercato, strutturati solo per alimentare le catene di Sant’Antonio, o Network che lo vogliate chiamare. Catene, che, per inciso, sono vietate dalla legge. Almeno in teoria.
    Forse, però, chi gestisce i portali di annunci non lo sa.