Il decreto Liquidità è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come D.L. n. 23 del 2020.
Le risorse disponibili vanno fino all’importante cifra di 400 miliardi di euro, e serviranno a sostenere la liquidità di aziende e professionisti. Per accedere ai prestiti a favore di una più o meno immediata liquidità, infatti, l’impresa avrà dalla sua parte il Fondo centrale di garanzia PMI, come anche le garanzie rilasciate da SACE. Ci sarà inoltre una sospensione di tutti i pagamenti fiscali e contributivi, e uno spostamento della scadenza per consegnare le CU – da parte dei sostituti d’imposta – al giorno 30 aprile.
Il Decreto Liquidità contiene anche numerose ulteriori misure, ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 8 aprile 2020 (D.L. n. 23/2020). Il decreto porta le misure urgenti, pari a un controvalore di 400 miliardi di euro, per l’accesso al credito da parte di imprese e singoli professionisti, la sospensione di importanti – e pesanti – adempimenti fiscali, supporto all’export, supporto alle aziende, golden power e norme in materia di giustizia.

Ecco i punti principali del decreto.

Sostegno alla liquidità

Grazie al decreto, lo Stato può concedere garanzie per l’accesso al credito, attraverso la società statale SACE, controllata dalla Cassa Depoiti e Prestiti. La garanzia andrà in favore delle banche che effettuino operazioni di prestiti per liquisità alle imprese di ogni tipo.

I limiti per le imprese sono basati su fatturato e dipendenti, ecco un dettaglio:

  • Copertura fino al 90% dell’importo richiesto per imprese con meno di 5000 dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro. Prevista una procedura semplificata.
  • Copertura fino al 80% dell’importo richiesto per imprese con oltre 5000 dipendenti e fatturato fra 1,5  e 5 miliardi di euro.
  • Copertura fino al 70% dell’importo richiesto per imprese con oltre 5000 dipendenti e fatturato di oltre 5 miliardi di euro.

Attenzione, l’importo richiesto e in garanzia non potrà superare il 25% del fatturato del’anno 2019, oppure il doppio del costo per il personale sostenuto dall’azienda.

Sono riservati 30 miliardi per le piccole e medie imprese, comprese le ditte individuali e le partite IVA, a patto che sia già stato esaurito il credito del Fondo Centrale di Garanzia.