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La truffa del finto acquisto di un oggetto online

Ancora piuttosto in auge questo tentativo di truffa via email, pur se piuttosto semplice da smascherare: pubblicate online un oggetto in vendita e nel giro di pochi giorni, se non ore, riceverete via mail un contatto per la truffa del finto acquisto online. Di solito il truffatore risale a voi e al vostro oggetto in vendita attraverso i più noti siti web di vendita online, molto spesso capita quando pubblicate qualcosa in vendita su Subito.it, Kijiji o siti equivalenti, anche internazionali.

Dovrete poi notare la lingua utilizzata da queste persone. Pur se loro stessi dichiarino l’uso di un traduttore online, l’italiano utilizzato non sembra il possibile frutto di una traduzione, nemmeno automatica.

Ecco la prima mail di contatto della truffa online:

Salve
Non parlo con la lingua italiano j utilizzo il traduttore per voi scrive Li ringrazio per la vostra risposta riguardante la vendita del vostro annuncio pubblicare sul sito XXXX.it, io sono un privato e sono molto per l’acquisto della vostra bene.
vorrei avere alcune informazioni sul il bene: Da quando avete il bene ? Amerei avere alcune fotografie ? Siete voi il proprietario legale del bene e Quale è il prezzo finale del bene ? Ho visualizzato l’avviso del bene sul sito XXXXX.it.
Signora : pinco pallino (tanto il nome cambia sempre)

A questo punto il venditore – voi – risponderà, dettagliando con attenzione prezzo e caratteristiche del bene, ben felice di aver trovato un possibile acquirente.

Entro poche ore – da notare che il tempismo è tutto – il nostro interessato acquirente scriverà di nuovo, sempre via mail. Ecco uno dei molti esempi, se ne trovano anche sul web cercando la “Truffa dalla Costa d’Avorio”. Il testo può essere diverso, ma prestate attenzione ai tempi, perchè è proprio questo che il truffatore vuole. Non vuole che abbiate il tempo di riflettere e pensare a ciò che sta succedendo. Vuole che siate euforici per aver finalmente trovato qualcuno interessato al vostro oggetto vecchio e logoro, che qualcuno magari voleva convincervi a buttare.

Di seguito la risposta del nostro amico o amica, acquirente:

buonasera
La merce mi conviene perfettamente , confermo l’acquisto del bene . Una volta il vostro conto bancario sarà accreditato della somma totale vi invio il mio trasportatore la societa (Fedex) della società marittimo per il ritiro della merce a vostro domicilio. Le spese di trasporto sono a mio carico. dunque se siete d’accordo per la procedura , aspetto di ricevere le informazioni seguenti per concludere l’aquisto:
Nome /Cognome :
Iban o numero di la carta postpay :
Confermate il prezzo finale :
Indrizzo domicilio actuele :
la vostra scheda di identificazione per la garanzia dell’operazione.
Il vostro numero di telefono :
È io che è incaricato di pagare le spese della spedizione, io spera che siate una persona seria in che posso avere fiducia. Con più fiducia nell’operazione, Sono di nazionalità spagnolo risiedo al mali per ragioni professionali.
Ecco il Mia identificazione

Grazie per la vostra buona comprensio
SIGNORA : pineiro fungueirino aitana
Giusto per sembrarvi più realistico, il truffaldino aggiunge una carta di identità, di un paese qualsiasi, ovviamente trovata nel dark web e trafugata chissà dove.

La vera truffa qual è?

Vi chiederete, naturalmente, come facciano questi a truffare lo sprovveduto. Al massimo ha il mio IBAN o il numero della mia PostePay, ma poi ?
Il seguito della storia è che il finto acquirente vi scriverà di nuovo, dicendovi che lui ha fatto il bonifico, ma la banca lo ha bloccato per colpa di alcune spese impreviste. Lui le ha ovviamente anticipate, ma ora le deve riavere, tanto voi le trovate insieme al prezzo del bene nel bonifico stesso, no? Per sbloccare il trasferimento ci vuole una somma, che il truffatore vuole ricevere non più con un bonifico, anche se sembra pratico di IBAN internazionali, ma con un’operazione via Western Union o Money Gram, non tracciata nè rintracciabile.
Non fatelo mai, perchè non vedrete mai più i vostri soldi. Ovviamente lo stesso bonifico, con il finto acquirente, spariranno nel nulla subito dopo aver pagato questa somma per le finte spese.
L’unico modo per difendersi è cancellare queste mail, e ricordarsi che a nessuno può interessare il vostro articolo dall’altra parte del Mondo, o in Africa. Se ci riflettete un secondo, capirete perfettamente quanto poco sia plausibile.


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Phishing Messaggio Poste Italiane PostePay

Ancora una volta un messaggio finto, un phishing con un messaggio sms da Poste Italiane. Questa volta è studiato molto bene, e non è poi così difficile cadere nel tranello, e fornire informazioni personali e sulla propria carta di credito.

Mai e poi mai fornite informazioni sulla carta di credito se non sui siti noti e sicuri, come i più famosi ecommerce, Amazon ad esempio, o i sistemi di pagamento noti e che comunque la carta la chiedono solo la prima volta, tipo PayPal.

Quello che subito vi deve far insospettire è che la pagina web dove siete inviati per inserire i dati richiesti, non chiede di inserire nessuno user nè password personali, nessun codice, nulla. Quindi è una pagina aperta al pubblico. Se avete una vera carta PostePay sapete invece che per ogni operazione esiste un sistema misto di username/password/sms di conferma.

Inoltre, lo vedremo di seguito, il dominio del sito vi deve sempre far pensare a cosa state facendo. Il nome del sito è quello che vedete in alto nella riga del browser, quando aprite una pagina web. In questo caso è anche scritto in chiaro nel messaggio ed è www.posteit.net/Poste.html. Potete notare che il sito non è quello reale www.poste.it, e addirittura ha una estensione nemmeno simile alla nostra nazionale “.it”. Se lo guardate con attenzione, capirete come sia stato creato ad arte per ingannare proprio l’utente frettoloso, che clicca e scrive, e solo dopo ci pensa.

Come funziona il messaggio dalle finte Poste Italiane

Da questa immagine potete vedere come il messaggio sembri arrivare, su un comune smartphone, dallo stesso indirizzo utilizzato dalle Poste Italiane vere, quelle che comunicano informazioni e notizie ai propri correntisti Bancoposta, oppure a chi possegga carte di credito PostePay o Evolution.

L’inganno è ben fatto, perchè come vedete il messaggio va a finire nella stessa cartella, o elenco, di messaggi reali e realmente ricevuti da Poste Italiane.

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La pagina web falsa di Poste Italiane

Qui sotto potete vedere la pagina a cui l’utente è indirizzato, cliccando sul link indicato sul messaggio.
Molti pensano che in questo momento sul cellulare possa essersi installato un virus, un malware, ma è solo sulla pagina web che i criminali prenderanno le informazioni di cui hanno bisogno per svuotare in un attimo la carta di credito PostePay o PostePay Evolution, o altro tipo.

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La pagina è creata con una grafica assolutamente simile a quella reale delle Poste Italiane. Potrebbe far pensare a una truffa il solo vedersi sempre rimandati alla stessa pagina, qualsiasi pulsante o link che si clicchi. Sia cliccando sulle “domande”, infatti, sia su “hai bisogno di aiuto” o altri link, si ritorna sempre alla medesima pagina, dove chiedono di inserire i dati della carta di credito.

Infine tenete sempre presente che il CV2, ivvero il numero scritto sul retro della vostra carta di credito, qualsiasi essa sia, è un numero di controllo che serve a chiunque per utilizzarla come se foste voi a farlo. Senza quel codice i numeri della carta servono a poco. Quindi ancora una volta, pensate sempre per quale motivo un sito, non protetto da user e password, in chiaro, senza nessuna protezione, voglia proprio questi dati da voi. E poi se fosse davvero il sito di PostePay, o di Poste Italiane, che hanno rilasciato la carta, i vostri dati e i numeri della carta li avrebbero già, o no? L’hanno stampata loro…

Verifica finale antiphishing, per i più attenti

Ultimo controllo, più che altro per curiosità, lo potete fare proprio sul nome del sito. Esistono sul web i registri, pubblici, di tutti i nomi dei domini internet. Si chiamano genericamente “whois“. Ad esempio se controllate il dominio lolligroup.com scoprirete che è intestato alla nostra ditta, l’indirizzo e tutti i dati utli per rintracciarci. Idem per la maggior parte dei siti, qualsiasi estensione abbiano. Che sia un sito .it, oppure .com, o ancora .net come nel caso di questo phishing Poste Italiane, esiste un registro Whois che elenca il nome, o i nomi, di chi lo ha registrato.

Basta cercare su un motore di ricerca, ad esempio per un sito .it, le parole “whois it” e uno dei risultati sarà il sito ufficiale del registro, in questo caso www.nic.it. Poi esiste sempre una casella dove cercare il nome del sito, e avere i risultati.

Abbiamo eseguito la ricerca al posto vostro, e qui sotto vedete il risultato per il sito fasullo, .net e il sito reale di poste, ovvero www.poste.it. Guarda caso le informazioni per il sito falso sono oscurate, e non sembra esserci nessun proprietario. E’ una opzione che, pagando, si può scegliere. Ovviamente si sceglie se avete qualcosa da nascondere, o per motivi molto particolari legati alla privacy.

Ecco le due immagini per voi.

Ecco la ricerca fatta sul dominio reale delle Poste Italiane, che raggruppano anche le carta PostePay ed Evolution:

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Ecco invece la ricerca sul sito falso .net:

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Conclusioni sul phishing

Attenzione, quindi, sempre estrema attenzione a tutto ciò che ricevete via mail, via web, e, come in questo caso, anche via messaggi sms o WhatsApp. Inserendo i dati della vostra carta su uno di questi siti di phishing, infatti, non farete nemmeno a tempo a pensarci che la carta sarà già vuota, con operazioni immediate effettuate dai server automatici dei criminali.
Nel dubbio, fermatevi un momento e riflettete: per quale motivo mi dovrebbero chiedere queste informazioni? Soprattutto, perchè mi sollecitano a dare queste informazioni? E, solo dopo, verificate con gli strumenti che avete a disposizione, e leggendo e rileggendo ciò che vi appare davanti, prima di decidere il da farsi.
Mai, comunque, ma proprio mai, qualcuno vi manda un messaggio per chiedere, legalmente, i dati della vostra carta di credito.

Rendete sicuro il vostro sito

Molti siti web italiani e stranieri sono ancora poco sicuri, la maggior parte non ha ancora il simbolo del lucchetto che evidenzia i certificati di sicurezza SSL installati, che garantiscono transazioni sicure. E’ assurdo che molti siti legali non si pongano nemmeno il problema, mentre, come abbiamo visto, i siti di phishing che tentano di rubare i dati delle vostre carte di credito sono, paradossalmente, sicuri e certificati con il lucchetto verde SSL.
Per qualsiasi informazione su un vostro sito web, per renderlo sicuro, per aggiungere contenuti SEO GDPR o per garantire la privacy sui vostri database gestionali, sui vostri sistemi operativi in ufficio o personali, contattateci agli indirizzi di QUESTA PAGINA.

Acquisti Online: pagare con carta

acquisti-online-ecommerce-famosi-consigli-lolligroup-03Tutti freneticamente concentrati sugli acquisti online, pronti agli ultimi regali di Natale: è pericoloso pagare con la carta di credito online? Potrebbe essere pericoloso, certo. Un paio di consigli e chiarimenti.

Il pericolo di vedervi sottrarre soldi non viene – soprattutto nel mercato italiano degli acquisti online – da siti web ecommerce molto noti. Amazon, eBay, Alibaba e Aliexpress, per citare i più noti, hanno preso le loro giuste precauzioni.

Amazon gestisce in autonomia i resi, o i problemi, e l’operazione è molto semplice per l’utente finale.

Restituire acquisti online

Ricevuto un articolo che non piace, non è ciò che avevamo in mente, oppure addirittura rotto, i siti ecommerce importanti hanno una loro procedura di solito piuttosto semplice. Amazon, ad esempio, manda il proprio corriere per il ritiro – quando abbonati ad Amazon Prime – e sarà sufficiente impacchettare di nuovo l’oggetto nel suo imballo e aggiungere la lettera di vettura per il reso che intanto avrete ricevuto online, in pdf stampabile.

eBay ha un sistema collegato con PayPal, di cui parleremo fra poche righe, che funziona praticamente allo stesso modo. Ovviamente se avrete pagato con questo sistema internazionale, uno dei più sicuri.

Altri siti importanti hanno sistemi simili, nel dubbio controllate le “politiche di reso” presenti su ogni sito web ecommerce. Soprattutto quando si tratti di un acquisto costoso.

PayPal e Poste Pay: sono la stessa cosa?

PayPal e Poste Pay sono – fra loro – completamente diverse. Hanno solo un nome simile, ma le parti comuni fiscono qui.

PayPal è una società americana che alla fine degli anni 90, nel 1999 esattamente, ha capito che le transazioni online sarebbero aumentate in modo esponenziale. Ha deciso di creare un sistema che proteggesse in maniera completa gli utenti e le transazioni. Tutto questo ha un costo, non elevato, ma ha un costo. Orientativamente dal 2 al 4%, ma è un costo non per chi acquista, ma per chi vende. Più o meno la percentuale che tutti i negozi che accettano pagamenti con carta di credito devono pagare alla banca o all’emittente della carta.acquisti-online-ecommerce-paypal-consigli-lolligroup-02

Sicuramente a un commerciante molto stretto nel ricarico non fa piacere, ma non per questo perderà una vendita.

Poste Pay è qualcosa di completamente diverso. Poste Pay è una carta di credito ricaricabile, che non offre dunque credito in anticipo, ma che può essere immaginata come un piccolo salvadanaio di denaro, utile per non portare in giro contanti. Fa parte del circuito VISA o MasterCard a seconda del tipo, ma non offre nessun tipo di protezione per un acquisto errato.

Un caso concreto: acquisto iPhone online

C’è chi ha una vera predisposizione per cadere nella trappola di furbi e delinquenti. Fermandosi un momento a pensare si capisce come sia difficile avere un iPhone X ultimo modello a 200 euro. Il venditore può dire ciò che vuole, ma l’acquisto – se, ripeto, ci pensate un momento – ha qualcosa di strano.

Ammesso che riceviate a casa un iPhone, e non un iFon orientale, il telefono avrà qualcosa che non va. E’ ovvio. Il suo prezzo di mercato NON è quello che vi hanno fatto credere, e che il vostro cervello dice sia un affare imperdibile. Per saperlo basta informarsi e controllare su qualche sito affidabile. Anche un usato non può costare meno di diverse volte la cifra che vi hanno richiesto.

Una volta la truffa, il “pacco” del mattone lo facevano in autostrada, con videoregistratori e televisori venduti al volo e di nascosto. L’acquirente stolto, allontanatosi e verificando il pacco, ci trovava un mattone o un pezzo di legno (peraltro alcune volte anche ben sagomato e dipinto), imballato in una carta a bolle che lasciava solo vedere un’idea del contenuto.

Ora non è cambiata la truffa, è solo cambiato il modo. Non più autogrill – o forse meno, non sono aggiornato – ma online.

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Come fare, dunque? Non acquistare più online? No, anche questo sarebbe sbagliato, perchè gli anni passano e le modalità di acquisto cambiano di stagione in stagione. Basta solo utilizzare il giusto strumento.

Per quanto mi riguarda la scelta di PayPal, come strumento per pagare, è perfetta. Si può utilizzare in una transazione fra due privati, anche in luoghi opposti nel mondo. Nessun problema a utilizzarla per acquisti in Cina, o in India, come nemmeno per l’acquisto di iPhone online dalla parte opposta della città.

Il costo per voi – acquirenti – sarà sempre nullo o quasi. Se aggiungeranno qualche decina di euro per il recupero spese pazienza. Sarete comunque tutelati.

Il venditore paga troppe commissioni

Anche questa è una delle classiche scuse, per indurvi a usare una ricarica della carta PostePay, ad esempio. Rispondete che potete aggiungere voi, ad esempio, il 50% delle commissioni che il venditore pagherà al sistema PayPal. Scommettiamo che non accetterà comunque?

Una volta che sarete andati in posta o dal tabaccaio a ricaricare la carta del venditore, e questo in due giorni sarà sparito nel nulla, cosa pensate di fare? Andare dai Carabinieri, Polizia o Guardia di Finanza per denunciarlo? Pensate davvero di recuperare i vostri 200 o 300 euro?

Svegliatevi e usate il sistema corretto

I sistemi per non farsi fregare soldi, per non aumentare i furbetti online, ci sono tutti. fatevi venire un dubbio, pensateci davvero due volte. E non pensate che l’incontro di persona sia risolutivo. Un cellulare rubato avrà dei blocchi, e se non siete un esperto ve ne accorgerete a casa, quando iniziarete la configurazione con i vostri dati. Semplicemente, non funzionerà.

Uno smartphone con uno schermo rotto si vede, ma se la batteria è da buttare no. Cambiarla costa un centinaio di euro o più. E non è detto sia l’unico problema, no?

Concludendo

Se non state acquistando qualcosa da un sito molto noto, e qualcosa non vi convince, non pensate subito di essere l’unico a collegarsi, sulla Terra, a quel venditore. Pensate subito in che modo questa persona stia tentando di truffarvi. Vedrete che in pochi minuti avrete trovato l’arcano. E se ancora non siete convinti, chiedete di pagare con un sistema sicuro.

A proposito, PayPal funziona anche utilizzando la Poste Pay. Basta registrarvi sul sito (volendo addirittura potete fare operazioni senza nemmeno registrarvi, ma cosa vi costa?), mettere i vostri dati, e il numero della carta. Solo voi avrete accesso a questi dati, e nessuno potrà in alcun modo fregarvi. Quindi se avete una Poste Pay, aprite un conto PayPal, e usate quello.

Non solo oggetti: cucciolo regalo di Natale

E mi raccomando: abbiamo parlato di oggetti, ma tutto questo mondo di truffatori vale anche, e soprattutto per gli animali. Sappiate che un Barboncino o un Pastore Tedesco, come un Golden o un Labrador costano, da un allevatore serio, migliaia di euro. O si avvicinano comunque a quella cifra.

Come con il telefono, non vi pare un po’ strano un cucciolo – pronto per il regalo di Natale ai bambini – a 250 euro? Specie se di razza pura ed esente da malattie? Attenzione ancora maggiore, perchè se un telefono al massimo lo buttate, un cucciolo cresciuto da “canari” e “fabbriche di cani” non potrà che rendervi tristi per il resto della vita, e stare male continuamente. Non è un problema, in questo caso, di soldi. E’ un problema di coscienza.

Per qualsiasi dubbio, problema, consiglio, siamo a disposizione. E come sempre, nell’emergenza, ci spostiamo ovunque, rapidissimi. Per il vostri sito web SEO, per SEO Content, se desiderate un posizionamento nella prima pagina di Google, oppure per verificare il vostro ecommerce contattateci.

Di persona a Roma, oppure telematicamente e via telefono e mail in altri luoghi. E come sempre, nell’emergenza, ci spostiamo ovunque. Per un intervento o un dubbio, senza ovviamente alcun impegno, avete a disposizione il cellulare diretto 391.7905156, il numero fisso 06.94808235 o la mail web@lolligroup.com.

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne 2018: ancora troppi i femminicidi

Come ogni anno il 25 Novembre si ricorda la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La ricorrenza è stata decisa dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite ONU, a partire dal 17 dicembre 1999, con la risoluzione 54/134.
Il giorno scelto è stato scelto nel 25 Novembre, partendo proprio da una singola decisione di una associazione delle donne di Bogotà – capitale della Colombia – in occasione di un incontro fra le associazioni a difesa delle donne nel Centro America e Caraibi. Chiaro, ci vengono subit in mente le spiagge lisce e vellutate, bianche coralline, e l’acqua trasparente e calda. Purtroppo la realtà, ora come quasi 20 anni fa, non è tanto idilliaca per le donne, e non solo per chi vive da quelle parti.
La partecipazione, infatti, si è subito estesa a macchia d’olio, fino in tutti i continenti e in Europa. L’Italia, come altre nazioni, si è scoperta terra di femminicidi e di soprusi che portano poi a questi omicidi. La nostra “terra del maschione”, dove l’uomo sa tutto, comanda tutto, prevede tutto, e soprattutto IMPONE TUTTO, ha scoperto un substrato nemmeno troppo nascosto, fatto di pestaggi, schiaffi, soprusi di ogni tipo.
I meno maneschi, poi, fra quelli che osano chiamarsi uomini, solo per avere un organo sessuale diverso e – leggermente – più allungato per esigenze dettate dalla Natura, hanno capito anche come applicare violenza con metodi psicologici più o meno intensivi.

Le donne, da parte loro, con il senno che ne contraddistingue la propria natura, spesso trattengono, sopportano, giustificano. Forse qui i geni selezionati dall’evoluzione hanno sviluppato caratteri non del tutto perfetti, ma sarebbe stato difficile anche prevederlo, per madre Natura, o per Dio che si voglia.

In Italia sembra che finora siano 32 i femminicidi registrati in Italia fino a settembre 2018. Alcuni tipi di reati sono in calo: i pestaggi in famiglia, le mani alzate dal padre padrone, lo stalking e le violenze sessuali. Grazie al cielo aumentano, pur piano piano, anche denunce e arresti.

Una iniziativa della Camera dei Deputati propone di postare una foto con uno sbaffo rosso sotto un occhio, è stata proposta dall’Onorevole Maria Carfagna, Vice Presidente della Camera, e ha avuto molte adesioni. Hashtag per tutto oggi 25 Novembre 2018: #NonÈNormaleCheSiaNormale. Aggiungetelo alle vostre foto pubblicate nei social.

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Un video della TV della Camera, poi, aggiunge dettagli, tesimionianze, parole da ascoltare. Potete guardarlo e ascoltarlo a questo link: Webtv.camera.it

Nonostante tutto l’ultima notizia di cronaca nera ci descrive un delitto freschissimo. A Firenze una ragazza di origini cinesi di 21 anni è stata strangolata in un ostello dal marito di 30 anni, alla fine di una lite banale e idiota (di solito sono tutte così, purtroppo. Purtroppo perchè ne possono capitare spesso in ogni famiglia). I due erano addirittura in viaggio di nozze a Firenze.

Infine gli interessanti dati della Associazione Di.Re – Donne in rete contro la violenza – permette di sapere qualcosa di più sull’aggressore medio delle donne. Smettiamola con questi preconcetti, perchè il 65% dei malati di mente che rovinano le donne sono italiani.
Le donne che hanno poi avuto il coraggio di rivolgersi ai centri antiviolenza, sempre sencondo i dati dell’associazione, sono arrivate quasi a 50 mila, mentre ancora solo 29 mila hanno cominciato un percorso per difendersi e uscire dalla violenza.
Il 27% delle donne che chiedono aiuto sono straniere, il 73% sono italiane. Il 63% ha figli, di solito minorenni.

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SEO Ottimizzazione per i Motori di Ricerca – Verificare il risultato

A cosa serve il SEO ?

Qualsiasi sia il vostro sito, qualsiasi risultato vogliate ottenere dalla presenza sul web della vostra attività o azienda, la ricerca su un motore – dunque il SEO – è la base di tutto ciò che potrebbe portare i clienti al vostro sito.
Anche quando acquistiamo fisicamente in un negozio, spesso cerchiamo lo stesso prodotto online, per verificare caratteristiche e prezzo.
Tutte queste attività sono parte del SEO, e qui trovate un fantastico sistema per visualizzare non solo le imperfezioni o i grandi errori del sito web, ma anche suggerimenti per mettere a posto le pagine e migliorarne la famosa indicizzazione su Google e sugli altri motori di ricerca.
Non è questione di immagini o di video, non è solo questione di contenuti, benchè siano la parte più considerata in questo momento. Si tratta di un insieme di caratteristiche.
Questo sito web, tutto gratuito, permette di verificare facilmente il vostro punteggio generale.
Se vi rendete conto che sistemare tutto è troppo complicato, oppure se non avete tempo di seguire in continuazione il vostro sito web, considerate uno dei nostri abbonamenti per la gestione completa All Inclusive Web SEO, a partire da 199 €/mese, tutto incluso.

Un aiuto da Website Grader per il SEO

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E’ davvero un sistema molto, molto semplice, e offre risultati davvero eccezionali. Chiedete a un professionista SEO e vedrete che utilizza, fra gli altri, sicuramente questo sito. Andate dunque al link: https://website.grader.com/

Iniziate a inserire nella prima riga disponibile l’indirizzo esatto del vostro sito web, ad esempio lolligroup.com. Nella seconda riga inserite la vostra mail di riferimento, es. info@lolligroup.com. Non preoccupatevi, non sarete bersagliati da spam indiscriminato.

 

Risultato SEO sito Web

Dopo qualche secondo o qualche minuto, a seconda di quanto sia grande e complesso il sito web, otterrete il risultato che vediamo qui a fianco. Un numero, seo-verifica-sito-web-controllo-posizione-sito-web-2basato su un massimo di 100//100 e un semplice commento. In questo caso il sito è “Buono”, potrebbe essere “Molto Buono”, “Eccellente”, ma anche peggio.

Ogni attività che svolgerete deve portare a una revisione di questo numero complessivo, e a un suo innalzamento verso il massimo valore.

Scorrere fra i diversi valori

Scorrendo la pagina verso il basso, dopo aver avuto un’idea generale sul valore complessivo del SEO per il vostro web site, potrete vedere uno per uno i valori seo-verifica-sito-web-controllo-posizione-sito-web-3dettagliati di Performance. Molto semplicemente i colori indicano dal rosso al verde, come un semaforo, una situazione migliore o peggiore della media.

Qual è lo scopo? Essere semplicemente davanti ai vostri competitors, in ogni ricerca svolta sui motori di ricerca, con la nostra parola chiave.

Attivarsi e risolvere i problemi

Infine una parte della pagina, in fondo, vi dice “What I should do next?”, ovvero “Cosa devo fare adesso?”.seo-verifica-sito-web-controllo-posizione-sito-web-4

Questa è la parte dove il sito Website Grader vi omaggia dei suoi consigli per risovere le situazioni peggiori, in modo da offrire “in pasto” a Google, Bing e agli altri motori di ricerca, un sito come si deve, un sito che abbia davvero possibilità di posizionarsi in alto nei risultati della ricerca.

Questo è il primo passo, ma pensate che questo sia sufficiente?

 

Sarebbe facile, se bastasse questo

All fine, però, non dimenticate che un sito web deve portare qualcosa di interessante, deve essere movimentato e frequentato, deve portare informazioni e news. Deve, insomma, avere una valenza nel mondo dei miliardi di siti web uguali al vostro. Un conto è, infatti, cercare come parola chiave “Apple”, e ottenere, ovviamente, in prima posizione la famosa casa della Silicon Valley. Un altro è scrivere la parola chiave “Ricette di cucina” e pretendere di essere al primo posto di Google, avendo inserito solo una dozzina di ricette della nonna, e poco altro.

Che motivo dovrebbe avere, Google, per mettervi davanti ad altri?

Diffidate, diffidate, diffidate di chi vi promette di arrivare al primo posto di Google, specialmente se parla di pochi mesi, specialmente quando avete miglioni di competitors. Noi di Lolli Group lavoriamo ogni giorno per mesi e mesi per arrivare a minimi – ma costanti – miglioramenti. Sappiamo perfettamente come lavorare in qualità di SEO Content, diciamo senza usare termini troppo complessi che siamo dei giornalisti digitali, esperti nel SEO. Non ci permettiamo assolutamente di promettere nulla ai clienti, ma facciamo vedere ogni settimana, con i nostri abbonamenti per seguirli 24h/24 in tutto il web All Inclusive, i miglioramenti costanti.

Ci sono alcuni clienti che – dopo alcuni primi risultati – decidono che si possono mettere a dettare la loro legge, in ambito SEO. Ovviamente i numeri, seguendo le indicazioni del cliente, scendono immediatamente. E noi siamo oltremodo felici di far vedere come sia difficile il nostro lavoro, e come sia impossibile improvvisarsi. Di solito, dopo due o tre giorni, si rendono perfettamente conto del problema e la gestione torna a Lolli Group al 100%.


Per qualsiasi informazione mandateci un messaggio utilizzando questo modulo o scrivete a web@lolligroup.com:

Finanziamenti Lazio per Imprese anche a Fondo Perduto

Abbiamo alcune interessanti novità per un bando di finanziamento ancora disponibile, e a cui le imprese possono ancora partecipare:

Finanziamento con Voucher per la digitalizzazione delle imprese – Camera di Commercio di Roma

Agevolazioni imprese, Bandi Regione Lazio, Contributi a fondo perduto, Digitalizzazione imprese

E’ ancora tempo di voucher per la digitalizzazione delle imprese!
Nuova edizione 2018-2019

A Roma non sei riuscito a partecipare al “Voucher per la digitalizzazione delle Pmi” dell’inizio del 2018, pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico, perchè lo hai saputo troppo tardi, come moltissimi nostri clienti. Buone notizie, perchè ora potrai partecipare al nuovo bando per finanziare un tuo nuovo progetto di digitalizzazione della tua impresa.

I contributi a fondo perduto – erogati dalla La Camera di Commercio di Roma, infatti – serviranno per agevolare la digitalizzazione delle imprese in provincia di Roma.

L’iniziativa è il “Bando voucher digitali I4.0 – Edizione 2018 – 2019”. Ci sono due misure con altrettanti obiettivi specifici e accessori:

1) sviluppare la capacità di collaborazione tra MPMI e soggetti altamente qualificati nel campo dell’utilizzo delle tecnologie relative ad industria 4.0;
2) promuovere l’utilizzo, da parte delle MPMI romane, di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali in attuazione della strategia definita nel Piano Nazionale Impresa 4.0.

Presentazione Richiesta

Le singole imprese potranno partecipare, e quindi presentare richiesta, solo per una fra le misure A oppure B, come singola impresa oppure con un progetto di imprese aggregate.

Chi può richiedere il Voucher per la digitalizzazione delle imprese della Camera di Commercio di Roma?

I beneficiari del contributo a fondo perduto previsto da “Bando voucher digitali I4.0 – Anno 2018-2019” sono le micro, piccole e medie imprese con le caratteristiche:

  • sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Roma
  • iscritte nel registro delle imprese
  • in regola con il pagamento del diritto annuale camerale.

Quanto è possibile richiedere?

L’importo che l’impresa può richiedere in questa edizione. Siamo passati da 3000 euro fino a un massimo di 10.000 per la misura A, e di 5000 per la misura B. Gli importi vengolo limitati nelle seguenti percentuali:

il 60% delle spese di formazione dei costi ammissibili per le medie imprese; il 70% dei costi ammissibili, se beneficiarie sono micro o piccole imprese;
il 50% per spese di consulenza in materia di innovazione dei costi ammissibili, elevabili fino al 75%.

Quali spese sono finanziabili con il voucher digitalizzazione?

Sono ammesse solo le spese per i servizi di consulenza che coinvolgono una o più fra le seguenti tecnologie:

  • sistemi di e-commerce
  • sistemi di pagamento mobile e/o via Internet
  • sistemi EDI, electronic data interchange
  • geolocalizzazione
  • sistemi informativi e gestionali (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, etc.)
  • tecnologie per l’in-store customer experience
  • RFID, barcode, sistemi di tracking
  • system integration applicata all’automazione dei processi

Inutile quindi aggiungere che tutte le attività relative ai software di Lolli Group, in particolare sui gestionali di nuova generazione che comprendono sistemi di tracking, barcode, sistemi di prossimità bluotooth e tutti i prodotti personalizzati al 100%, sono spese ammissibili.

Nella formazione, invece, sono ammissibili le spese per queste attività:

  • soluzioni per la manifattura avanzata
  • manifattura additiva
  • realtà aumentata e virtual reality
  • simulazione
  • integrazione verticale e orizzontale
  • industrial Internet e Internet of Things
  • cloud
  • cybersicurezza e business continuity
  • big data e analytics

Anche in questo caso noi di Lolli Grup ci occupiamo di cybersicurezza e intrusione, IoT (internet of things, internet delle cose) e abbiamo decisamente indirizzato le nostre attività verso i sistemi in cloud, più sicuri, veloci, e soprattutto molto economici.

Le spese rimborsabili sono come sempre intese al netto dell’IVA.

Quando è possibile presentare la domanda per accedere al voucher?

Le domande per ottenere il contributo a fondo perduto possono essere presentate dal 2 luglio 2018, fino alle ore 21:00 del 31 maggio 2019 e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

In pratica, la nuova edizione è iniziata subito dopo la chiusura di quella precedente. E c’è molto più tempo per organizzarsi, ideare un progetto valido e presentare domanda.

Se hai bisogno di un preventivo per la tua attività, e vuoi usufruire di questa grande opportinità, scrivi al nostro indirizzo web@lolligroup.com, specificando il tuo interesse, e saremo lieti di mandare un preventivo personalizzato per ciò che necessita alla tua azienda.

L’area di attività è molto vasta, e Lolli Group copre praticamente ogni punto, come azienda di generazione 4.0.

Ransomware: combatterli con un gestionale in cloud

Spiegheremo in queste poche righe come difendere il tuo gestionale utilizzando il cloud. Contro i virus, ma soprattutto contro i ransomware.

Ne hai sempre sentito parlare, sia dai tecnici IT della tua azienda, sia dai telegiornali, che ogni tanto rilanciano la notizia. Anno dopo anno non cala il numero dei pc infettati dai ransomware. Di conseguenza cominci ad avere paura per il tuo gestionale, perchè da quello che leggi sembra che ogni giorno nasca una versione di ransomware sempre più aggressiva e impossibile da combattere. E’ la verità, in effetti: il ransomware è molto popolare tra i criminali ed è molto difficile da combattere, se la tua rete ne è infettata.

Cos’è un ransomware?

Il ransomware (link a Wikipedia per approfondimenti) è di solito contenuto in un allegato di posta elettronica. Il destinatario, la vittima, apre per un motivo o per l’altro, di solito perchè si convince che l’allegato provenga da una fonte nota, oppure perchè non è molto interessato alla sicurezza della propria azienda, e in malware in questione infetta tutta la rete.In pochissimo tempo il malware – o ramsonware – blocca tutti i file, tutte le cartelle, tutto quello che avete sul computer o nella rete aziendale, con le cartelle condivise.

ransomware-pagare-gestionale-icloud-lolli-group-blocco-gestionaleContemporaneamente appare una richeista di riscatto da parte del criminale, che chiede un riscatto da versare su un conto non tracciato, una postepay, un conto internazionale, o un conto in bitcoin. Una volta pagato il riscatto, la cui cifra è variabile, ma sempre pari a qualche centinaia di euro, viene inviato un codice di sblocco, e la situazione torna alla normalità.

E’ molto difficile combatterlo una volta che il ransomware si è installato, perchè il livello di crittografia del file malware è estremamente elevato, ai livelli massimi delle informazioni solitamente utilizzate per gli enti più sicuri del mondo, militari, intelligence, ecc.

Come mai un ransomware è così diffuso?

Probabilmente avete sentito parlare del dark web. In quest’area del web dove si naviga in modo nascosto, e invisibile, chiunque può chiedere a un sistema di creazione automatica o pseudoautomatica di ransomware di ottenere il suo, personale malware. Distribuirlo, poi, è solo questione di inviare migliaia di email. Prima o poi qualcuno aprirà l’allegato.

Il ransomware è semplice da ottenere, non costa nulla, e può essere distribuito in maniera altrettanto semplice e rapida. Contando sull’ignoranza della maggior parte degli utenti, riguardo alla questione, si sfruttano porte d’accesso ai dati aziendali, che possono essere ripristinati solo dietro il pagamento di un riscatto, che di solito non può essere rintracciato, trattandosi di transazioni internazionali.

Non farsi contagiare da un ransomware

Quasi tutti i ransomware sono vaicolati attraverso la posta elettronica. Il ransomware è dentro un allegato di posta elettronica. Basta aprire l’allegato, e il virus è già dentro la vostra rete, e sta già danneggiando uno per uno i vostri file. Non sono esclusi, ovviamente, tutti i file che contengono la gestione della azienda, e tutto il vostro software gestionale viene intaccato e bloccato.

Nella maggior parte dei casi la vostra azienda si fermerà completamente, nel giro di minuti.

Per evitare l’infezione da ransomware è importantissima la conoscenza del problema. Dovete per forza coinvolgere e istruire tutti i vostri dipendenti, e renderli consapevoli della pericolosità di allegati sconosciuti, o che simulano fonti conosciute (spesso si tratta di finte fatture, ad esempio, con una mail che chiede di saldarla, e altrettanto spesso l’italiano utilizzato non è proprio corretto, e questo dovrebbe insospettire subito).

Utilizzare un antivirus ed effettuare regolari backup dei dati, ovviamente in luoghi esterni alla rete (non ha molto senso usare il disco di rete o il server per un backup di un computer), su chiavette, dischi esterni o altro.

Difendere il gestionale aziendale

Per difendere il vostro gestionale, magari un gestionale personalizzat creato solo per la vostra azienda, Lolli Group utilizza preferibilmente il cloud. Un sistema icloud, dove viene appoggiato il gestionale, è sicuro al 100%, ed è indenne da possibili attacchi ransomware.

Il vostro gestionale non è fisicamente nella vostra rete, ma si trova su un computer che può essere ovunque, in Italia o all’estero, e che ha un sistema automatico di backup frequente e regolare.

Inoltre non può essere contagiato, semplicemente perchè non scarica email. Ovviamente nemmeno il gestionale deve scaricare allegati, ma a questo penseranni i programmatori.

Il futuro dei ransomware e la gestione dei tuoi dati aziendali

I ransomware sono fin troppo semplici da creare e distribuire, e i criminali informatici sono fin troppo attratti da un sistema così semplice di guadagno. Sicuramente non sarà facile debellare completamente questa epidemia di ransomware, e il numero e il tipo di attacchi non potranno che crescere nel prossimo futuro.

Tenere al sicuro il gestionale aziendale è una priorità, perchè questo sistema è il cuore di tutte le informazione presenti nella vostra azienda. I danni dati dall’eventuale cancellazione di un gestionale sono enormi sia che si tratti di una piccola impresa, che di una società internazionale.

Anche nel caso di un libero professionista, che registra le proprie fatture e l’elenco dei clienti, può essere devastante.

Se volete, affidatevi alla nostra competenza, per avere un sistema gestionale personalizzato in cloud Lolli Group.

Al sicuro da qualsiasi attacco informatico.

E, soprattutto, tenetevi informati, o investite in qualcuno che possa farlo per voi, e possa darvi le giuste indicazioni e corsi di formazione ai vostri dipendenti, indispensabili per evitare il problema.

Ricatto Hacker con minaccia di divulgazione video webcam

Paura per tutti, o quasi, dopo la valanga di mail simili di questa estate, ricevute da hacker di tutto il mondo. I messaggi ricevuti dagli utenti in questi primi giorni di settembre, che presumibilmente non finiranno tanto presto, sono dei veri e propri tentativi di estorsione, e seguono quelli estivi. Anche la Polizia Postale se ne sta occupando, e proprio loro stanno cercando di ridimensionare le paure del pubblico web / email.

Il gruppo di Hackers o pseudo tali minaccia di divulgare video dell’utente e contenuti presi direttamente dalla casella elettronica della vittima. Come se non bastasse l’hacker spiega di avere installato un “pericoloso” trojan virus che ha registrato la faccia della vittima mentre guardava i filmati pornografici (ve l’immaginate? Fa un po’ ridere, no?). Anche questi primi piani di felicità saranno eventualmente oggetto di divulgazione a tappeto.

A meno che la vittima non provveda a pagare entro un paio di giorni, su un conto bitcoin non rintracciabile, la cifra non certo modesta di 300 €. In questo caso l’hacker potrà dimenticare tutta la storia.

 

 

Prima di approfondire, partiamo dal punto essenziale e più importante: NON C’E’ NULLA DI VERO. NON PAGATE, NON SPAVENTATEVI.

Installate un ottimo antivirus, ad esempio questo:

Per un rapido controllo del messaggio che avete ricevuto,
INOLTRATE la mail sospetta a questo indirizzo: fake@lolligroup.com
(riceverete un report prima possibile)

 

Ecco il testo del messaggio SPAM – RICHIESTA RISCATTO

Ecco un esempio di messaggio di “sextortion”, ovvero di estorsione con minaccia a sfondo sesssuale, ricevuto:

From: info@_________.it
Subject: Relativamente alle questioni di sicurezza
To: info@_________.it
Ciao, caro utente di _________.it

Abbiamo installato un trojan di accesso remoto sul tuo dispositivo.

Per il momento il tuo account email è hackerato (vedi , ora ho accesso ai tuoi account). Ho scaricato tutte le informazioni riservate dal tuo sistema e ho anche altre prove. La cosa più interessante che ho scoperto sono i video dove tu masturbi.

Avevo incorporato un virus sul sito porno dopo di che tu l’hai installato sul tuo sistema operativo. Quando hai cliccato su Play di un video porno, in quel momento il tuo dispositivo ha scaricato il mio trojan. Dopo l’installazione la tua camera frontale ti filma ogni volta che tu masturbi, in più il software è sincronizzato con video che tu scegli.

Per il momento il software ha raccolto tutte le informazioni sui tuoi contatti dalle reti sociali e tutti gli indirizzi email. Se tu vuoi che io cancelli tutti i dati raccolti, devi trasferirmi $300 in BTC (criptovaluta). Questo è il mio portafoglio Bitcoin: 1CXup5BRrEFuBHDeQcduCvfu3P48rXHrck
Una volta letta questa comunicazione hai 2 giorni a disposizione.

Appena hai provveduto alla transazione tutti i tuoi dati saranno cancellati.
Altrimenti manderò i video con le tue birichinate a tutti i tuoi colleghi e amici!!!

E da ora in poi stai più attento!
Per favore, visita solo siti sicuri!
Ciao!

Aiuto, mi devo preoccupare? Mia moglie e i miei amici mi vedranno nei momenti più “intimi”?

Non c’è nessun video, nessun hackeraggio alla casella di posta elettronica. Nessuno ha installato alcun programma che permette di spiare la webcam dell’utente, e di registrarne i contenuti. E’ tutto un bluff, scritto abbastanza bene da sembrare vero. Quasi il truffatore vuole “consigliarci” di stare attenti, nonostante la richiesta di tanti soldi.

La mail è arrivata dal mio indirizzo, quindi mi devo preoccupare!

Vedere il proprio indirizzo di posta elettronica come mittente della mail è la parte che spaventa di più. E’ preoccupante vedere che uno abbia utilizzato PROPRIo il nostro account, e l’utente medio non riesce a immaginarsi come abbia potuto fare, l’hacker, se non entrando nella casella di posta e inviando un messaggio.

Ora, a parte che i messaggi vengono inviati a migliaia o centinaia di migliaia alla volta, e non uno per uno, ma camuffare il mittente con lo stesso indirizzo del destinatiario è una sciocchezza alla portata di uno sviluppatore dilettante. Moltissimi programmi possono fingere di spedire da un altro indirizzo, e in un modo davvero semplice.

Quindi nessuna preoccupazione nemmeno per questo.

Che faccio, quindi?

Niente, non faccio niente. Se la mail non è già finita da sola nella casella di spam, mettetela voi.

Se volete approfittare per cambiare password un po’ obsolete, o semplici da indovinare con il nome del gatto o la data di matrimonio o di nascita di vostro figlio, forse è il momento giusto.

La maggior parte die browser comuni offrono la possibilità di registrare la password di accesso a un sito. Sfruttando questa possibilità – il browser chiede “salvo la password per il sito Facebook ?” – potete utilizzare password davvero complesse, e che abbiano tempi di hackeraggio davvero molto lunghi.

Si perchè non esiste una password che non possa essere indovinata, ma esistono password che hanno bisogno di anni o millenni per farlo, e dunque sono sicure. Per un test, andate su questo LINK (passwordmeter.com) e provate a testare la password di uno dei vostri siti, o della vostra posta elettronica. Un risultato di score pari a 70 o meno, consiglia di cambiarla.

Soprattutto non commettete l’errore di usare una sola password per tutti i vostri siti. Lo so che è noioso cambiarla, lo so che la pigrizia ci spinge a usare una sola parola per ogni login, ma un hacker una volta che ne trovi una, potrebbe arrivare ovunque.

Se avete bisogno di aiuto

Compilate il modello in basso con il problema che avete trovato, come Lolli Group faremo il possibile per rispondervi rapidamente, e aiutarvi a risolvere nel modo migliore.

ATTENZIONE: nel caso siano in corso reati o presunti tali, contattate direttamente il 112 o l’autorità di P.S. della vostra zona.

Per un rapido controllo del messaggio che avete ricevuto,
INOLTRATE la mail sospetta a questo indirizzo: fake@lolligroup.com
(riceverete un report prima possibile)

 


Termini di ricerca frequenti

13Bh4Xup37Eqgpedkhzwyulkmlgfmp1Zym
1Cssvgpgwtnlggqchrbpa7Znh7Oxk9Cf2K
1Lxxzyp7Ckybaxa6Jelu5Yj6Uqzbdzz8Rp
Email Ricatto Video Settembre 2018
Mail Di Ricatto Bitcoin
Minaccia Hacker Divulgazione Video
Spam Dal Mio Indirizzo Ricatto Siti
Mail 300 Bitcoin
Ho Ricevuto Un Messaggio Con Minaccia 300 Bitcoin
Ora Ho Accesso Ai Tuoi Account
Ricatto Via Mail Con Pagamento Criptovaluta
Ricatto Email Caro Utente
Email Di Minaccia Sistema Hackerato
Email Hacker 300 Bitcoin
Mail Con Richiesta Di Versare Bitcoin
Account Hackerato Richiesta Pagamento Bitcoin
Spam Ciao Caro Abbiamo Installato
Account Hackerato Riscatto
Ricatti Bitcoin
Trojan
Email Caro Utente Virus Trojan Masturba Bitcoin
Mail Riscatto Bitcoin Per Video
Mail Ricatto Bitcoin 2018
Virus Trojan 300 Bitcoin Masturbi
Bitcoin Caro Utente Se Non Paghi Abbiamo Video
Mail Ricatto Bitcoin Settembre 2018
Mail Ricatto Con Proprio Indirizzo
Mail Minaccia
1Cxup5Brrefubhdeqcducvfu3P48Rxhrck
Hacker Minaccia 300 Bitcoin
Mi Arrivano Email Di Ricatto Dal Mio Stesso Indirizzo
Nuovo Ricatto In Bitcoin
Messaggio Richiesta 300 Siti Per Adulti
Email Di Minaccia 300 Euro
Cosa Fare Con Le Mail Ricatto Ed Estorsione
Mail Hacker Minaccia Divulgazione Siti Adulti Richiesta 300
Come Avrai Indovinato Sei Stato Hackerato
Ricatti Via Mail
Mail Spam Da Mio Indirizzo Gruppo Hacker
Email Da Me Stesso Con Ricatto
Hacker Su Siti Con Ricatto
Mail Minaccia Dispositivo Hackerato
Ricatto Siamo Un Gruppo Di Hacker
Messaggio Da Tuo Stesso Account Di Posta Bitcoin
La Vittima Dovrebbe Pagare 300 In Criptovaluta
Minaccia Bitcoin
Mail Richiesta 300 Bitcoin
Criptovaluta Bitcoin 1Lxxzyp7Ckybaxa6Jelu5Yj6Uqzbdzz8Rp
Mail Ricatto Hacker
Spam Ricatto Webcam
Mail Con Ricatto Di Divulgazione Video Dove Ti Masturbi
Mail Con Ricatto Di Divulgazione Video Dove Tu Masturbi
Email Di Ricatto Hacker

 


ACCETTO LA PRIVACY POLICY - CONSENSO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI. Dichiaro di aver letto l’informativa privacy Lolli Group e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità di erogazione del servizio e per l’adempimento degli obblighi contrattuali e di legge. Informativa resa ai sensi dell’articolo 13 del D.lgs. n.196/2003 e in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation) ai visitatori del sito Internet lolligroup.com e fruitori dei servizi offerti dallo stesso.

Lavorare ai massimi livelli: Lolli Group ci riesce

E’ davvero molto semplice, nel mondo informatizzato di oggi, specialmente avendo contatti con aziende senza un reparto, ufficio o personale dedicato all’area IT / Informatica, proporre prodotti e servizi scadenti.
Basta girare qualche pagina web per trovare migliaia di Freelance che possano creare un sito web con poche centinaia di euro. Lo possiamo fare anche noi, ovviamente, ma poi? A che cosa serve un sito web che nessuno vorrà mai visitare? La differenza fra noi e altri è la struttura di Lolli Group, che per ogni progetto, anche piccolo e con un minimo budget, prevede almeno:

  • Project Manager
  • Senior developer
  • Junior developer
  • Backend developer
  • Tester

Il numero delle persone coinvolte dipende dalle dimensioni del progetto, ovviamente.

Ciò che più conta, comunque, è quello che andremo a scrivere nel nostro sito web. Tutti riempiono preventivi e parole con sigle come SEO e SEM, e sembra che tutto questo possa essere sufficiente. Salvo poi non avere nessun visitatore. Allore si decide di spendere centinaia se non migliaia di euro per la pubblicità su Google AdWords, Facebook, Linkedin, Bing, o altri. Per un po’ funziona, e per un po’ ogni 10 contatti di persone che cercano la ASL o il ferramente sottocasa, si trovano uno o due contatti. Se va bene si conclude un contratto.

Bisogna però calcolare quanto, questo contratto, sia effettivamente costato in pubblicità.
Noi invece scriviamo. Scriviamo. Ancora scriviamo. Portiamo un eventuale cliente a interessarsi di quello che l’azienda fa ogni giorno, delle news in cui è coinvolta o che riguardano quel settore, o magari di qualche interessante video.

In questo modo ci vuole più tempo, non c’è dubbio, ma chi arriva sulla pagina ha la consapevolezza di ciò che sta cercando, e di ciò che vuole o vorrebbe. A quel punto basta solo lasciare a disposizione un modulo di contatto, e affrontare poi, dal back office, la richiesta ricevuta.

Questo vale oggi, e siamo alla fine del 2018. Diverso era il mercato l’anno scorso e quello prima ancora. Ogni mese tutto può cambiare, ogni settimana ci sono novità. Se volete un sito che non visita nessuno, però, quello è uguale fin dal 1990. Salvo qualche variazione grafica.

Se desiderate un lavoro serio, e volete davvero dare alla vostra area informatica il giusto valore, avvantaggiandovi di nuovi clienti, che spenderanno e acquisteranno, chiamateci o mandateci un messaggio. Non abbiamo contratti vincolanti, e potete provarci anche solo per un mese. Ovviamente prima – è un consiglio – provate la concorrenza, altrimenti come capire quanto siamo bravi?

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