Social che danneggiano la ricerca di lavoro

Non si può pretendere che una ragazza o un ragazzo, qualsiasi sia la loro generazione, Z, X, Y o altra lettera venga in mente, non compaiano sui social.
Alcuni sono fin troppo noti, e, come è successo con MySpace, anche Facebook sta lasciando il posto ad altri, più nuovi e immediati, che tentano di offrire più visibilità. Ad esempio Tik Tok, ma anche YouTube, Twitter, senza parlare delle chat e gruppi di Whatsapp.

Quale visibilità

Esistono casi in cui la visibilità, non troppo spinta e magari nemmeno cercata, abbia portato a qualcosa di utile nel mondo del lavoro. Penso ad esempio ai molti cronisti di Striscia la Notizia che hanno trovato un loro posto nel mondo del giornalismo iniziando proprio da qualche video su YouTube.
Per uno che spicca, e che viene chiamato da una testata per lavorare, ce ne sono centomila che non avranno mai successo, e sono la maggior parte.
Molti si spingono a realizzare challenge, ovvero delle “gare” sui social, sfidando in una o l’altra attività altre persone mai viste nè conosciute.
A prima vista non c’è nulla di male a ballare davanti alla camera del telefono, e postare il risultato sui social, ma ci sono piccole variazioni che decideranno il vostro futuro, e non in maniera positiva.

Attento a come ti poni

Una donna di 40 anni che balla come una diciottenne, sull’onda dell’ultima canzone nota, fa abbastanza ridere. Non lo dico io, lo dice la gente con i commenti ai video.
Fa peggio però la ragazza che si atteggia con una posa provocante, o, come di moda ultimamente, fa di tutto per mostrare una scollatura, magari abbondante.
Non è l’atteggiamento provocatorio a danneggiarvi, ma il postare atteggiamenti compulsivi e ossessivi. La voglia di apparire, ultimamente si nota moltissimo su Tik Tok, spinge ad atteggiamenti sempre più compromettenti.
Ricordatevi che non abitiamo in Svezia, o almeno non dovreste essere del Nord Europa se leggete queste righe in italiano. Viviamo in un paese cattolico, che ha solo l’atteggiamento liberale, ma che, sotto sotto (e nemmeno troppo, in realtà), condanna chiunque abbia una espressività eccessiva. Chiunque si atteggi, mostri troppo, sia troppo provocante, corre il rischio di essere immediatamente posizionata/o nella casella peggiore della mente di un datore di lavoro.

Non parlare di te, dei tuoi gusti e di informazioni sensibili

Se pensi che un video su Tik Tok sia impossibile da trovare, ti sbagli. E ti sbagli di grosso. Noi stessi in Lolli Group abbiamo realizzato un sistema software gestionale social che permette di cercare, e trovare, ogni riferimento a un utente, su ogni social esistente. Se un esperto di recruiting non vuole usare un software come il nostro, ci metterà comunque poco tempo a trovarti sui social, anche se avrai camuffato il tuo nome, o avrai utilizzato uno pseudonimo.
Dalla foto del tuo cv, ad esempio, ci sono molti modi per trovare qualcosa che ti appartenga nel web.
E il tuo Tik Tok dove dici che sei bisex, sarà davanti a tutto.

Siamo assolutamente d’accordo, non ci dovrebbe mai essere alcuna discriminazione basata su sesso, orientamento sessuale, religione, vita. Non si dovrebbe mai escludere una persona da un posto di lavoro perchè ha intenzione di avere figli. Certo. Questa è la teoria.
Se sei convinto che anche nel mondo del lavoro sia così, che nessuno ti escluda perchè hai l’età da “figli e famiglia”, probabilmente non hai abbastanza esperienza, e non hai avuto che pochissimi colloqui di lavoro.
Viviamo in un posto dove chiedono il “curriculum con foto” anche per posizioni di scaffalista di notte, oppure per le pulizie alle 5 del mattino in un ufficio. A cosa pensi che servano? Davvero credi che possano aiutare il datore di lavoro a scegliere la persona che tiene meglio la scopa in mano?
Verrai selezionato per il tuo aspetto fisico, decisamente. Subito dopo il tuo account sarà verificato in ogni social, alla ricerca di tue immagini provocanti o idiote o, ancora peggio, politicamente impegnate.

Provocazioni pericolose per la carriera

La parte peggiore è che moltissimi video e immagini vengono realizzate solo per provocare, con lo scopo di guadagnare like, visite, seguaci, followers.tiktok-pericoli-lolligroup
Un video come quello che vedete qui a fianco presenta una ragazza come bisex. Di questi ce ne sono a migliaia, e davvero non si può immaginare che, pur potendo fare coming out molto più semplicemente di vent’anni fa, il nostro mondo sia tanto pieno di gay, lesbiche, bisex. Statisticamente sembra un po’ strano, e i numeri ci suggeriscono che, per la maggior parte, si tratti di scherzi, di falsità solo per arrivare a farsi notare.

Davvero credete che uno “scherzo” simile, che rimarrà in rete fino alla fine del mondo, nascosto fra miliardi di terabyte di dati, non condizioni il vostro lavoro?
Probabilmente il vostro recruiter se ne accorgerà, e per questo potrete essere scartati, ovviamente senza che nessuno ve ne parli. Oppure lo troverà qualche collega nel nuovo lavoro, e sarete così ghettizzati, messi da parte, tenuti in un angolo e mobbizzati fino al vostro licenziamento.
Basta davvero molto meno, immaginate una notizia del genere in pasto a colleghi nullafacenti, idioti e annoiati.
Esattamente come voi quando vi siete inventati il video, e quando avete deciso di postarlo per far ridere qualcuno (chi?) e ottenere più like.

In rete si trovano anche molti video di ragazze che parlano di avere figli, che sognano una famiglia, oppure che chiacchierano amabilmente delle proprie esperienze sessuali, non proprio definibili “normali” dalla massa.

Ripeto di nuovo che questa non è l’opinione di chi scrive, che è del tutto liberale e disinteressato totalmente alla sfera personale di chiunque. Questa è – però -sicuramente l’opinione e l’atteggiamento della maggior parte dei vostri futuri datori di lavoro, dei vostri selezionatori, in qualsiasi campo vi troviate.

Succederà ovunque, ma nel nostro paese ancora di più. E se ancora pensate di lottare per i diritti del Mondo, per la comunità arcobaleno, LGBT, o che avere un figlio e dichiararlo in ufficio sia una buona idea, vuol dire che non avete un lavoro, o lo avete in una azienda illuminata, o ancora non privata.
Se aspirate a trovare lavoro in una qualsiasi impresa del nostro paese, o in molti paesi in Europa, dato che non siete abbastanza capaci per nascondere la vostra identità nella rete, usando nomi di fantasia (una challenge su Tik Tok è un video dove l’utente dichiara nome, cognome, orientamento sessuale, abitudini, residenza, età… peggio di così!), andate immediatamente a cancellare le vostre immagini o video che abbiano qualsiasi scostamento dall’idea di liberalità medievale che vige nella nostra nazione.

Se avete bisogno di una mano, scriveteci.

Il lavoro fumoso negli annunci online

    Ogni tanto approfitto di una bella giornata per partecipare a un colloquio di lavoro di gruppo, o anche singolo, se capita. Non c’è occasione in cui mi convinca di quanto l’offerta di lavoro nel nostro paese sia fin troppo fumosa. Le inserzioni, gli annunci online di ogni portale noto e meno noto, nonostante professino una spiccata serietà, una selezione degli annunci all’origine, in realtà non possono nulla davanti allo strapotere dell’italiano medio che decide di fregare un suo simile.

    Offerta di lavoro

    Questa volta l’occhio è caduto su alcune ricerche in ambito edile: muratori, apprendisti, ma anche escavatoristi e specialisti. Lavori dove l’esperienza fa la differenza, eppure sottopagati e pagati in nero, per gran parte.
    Ho risposto all’annuncio con la massima sincerità sulle mie esperienze e attitudini: ho scritto che stavo cercando un lavoro per superare il momenti di crisi, data anche dal COVID19 e dalla pandemia, che non avevo grande esperienza in ambito edile, ma che avrei dato anima e corpo in cambio di uno stipendio, di un lavoro pur anche in nero.
    Sono stato convocato da una donna, che naturalmente non mi ha ricordato l’annuncio, nè la mia candidatura. Fanno benissimo i manager HR quando consigliano di tenere traccia delle candidature, e difatti dopo qualche minuto ho trovato quella cui si riferiva la telefonata, ma io ho simulato una persona che cerca lavoro, e ho inviato circa un migliaio di curricula in un mese (in realtà l’ha fatto per me uno dei nostri gestionali personalizzati per le HR, ma non importa, il risultato è identico). La professionalità dell’azienda vuole anche una persona che sia in grado di ricordare, seppure in modo sintetico, l’inserzione a cui ci si riferisce.

    Appuntamento per il colloquio

    Anche questo vi fa capire con chi avete a che fare. A me hanno dato appuntamento dalle 17 alle 19. Non dovevo scegliere una fascia oraria, oppure una mezz’ora. No, l’appuntamentoera per qualsiasi ora e momento all’interno della fascia oraria. Dovreste già immaginare che stiate per perdere il vostro tempo.
    Sia perchè avrei dovuto scrivere, sia perchè andare da Roma nord all’Anagnina in moto non è poi così lontano. Per qualcuno che si debba muovere in auto, oppure a piedi, sarebbe un’impresa. Per un appuntamento di lavoro uno ben volentieri, di solito, perde qualche ora. In questo caso sarebbe stato davvero inutile, e mentre arrivavo in quel punto desolato e sconosciuto, in mezzo alla campagna, pensavo a qualcuno che potesse arrivarci a piedi. Un viaggio impensabile.

    Ciro al colloquio di lavoro

    Non si chiamava Ciro, ma dobbiamo usare per forza un nome di fantasia.
    Naturalmente non sapeva il mio nome, eppure c’ero solo io. Non ero solo nell’ufficio, o nel negozio. Ero solo entro circa un ettaro di terreno, in mezzo a cui c’era una specie di roulotte o semi container arredato da simil ufficio.
    Ciro mi aspettava fuori, o meglio è uscito perchè non aveva assolutamente niente da fare, e ha iniziato il colloquio, se così lo vogliamo chiamare, all’aperto. Dopo cinque minuti si è accorto della situazione, e mi ha invitato a entrare.
    Ancora meno di cinque minuti e il colloquio era finito.
    Risultato: “Le faremo sapere”. Chi sono poi quelli che mi faranno sapere, non si sa.

    In tutti i modi il lavoro era in nero, sottopagato per quanto poco si possa pagare un lavoro nell’edilizia, era saltuario e soprattutto era pagato “quando ci pagano”, ovvero a data ignota.

    Io non disprezzo questa gente, che ci prova, che anzi – da come si comporta – è del tutto assuefatta a questa modalità di assumere, o direi meglio “fregare”, chi cerca un lavoro.
    Mi sembra invece del tutto assurdo che gli strumenti online, gli stessi che dovrebbero portarci un vantaggio, e parlo della maggior parte dei portali di annunci, su cui tutti siamo andati almeno una volta, si prestino a questo genere di fregature.

    Se io cerco un lavoro e trovo addirittura un filtro che mi permette di trovare solo posizioni da “Quadro”, penso che il portale che pubblica l’annuncio sia serio. O semiserio.
    Invece è tremendamente connivente con annunci che puntano tutto sulla manodopera a basso, bassissimo costo.
    E se non si tratta di lavori simili, si tratta di vendita o rivendita di integratori, trucchi, profumi, a prezzi di dieci volte quelli di mercato, strutturati solo per alimentare le catene di Sant’Antonio, o Network che lo vogliate chiamare. Catene, che, per inciso, sono vietate dalla legge. Almeno in teoria.
    Forse, però, chi gestisce i portali di annunci non lo sa.

Lavoro a distanza, lavoro a domicilio, lavoro online: come vi prendono in giro

Quando avevo intorno ai 18 anni sono arrivato a Roma, dopo un economico viaggio di notte da Milano, con pochissimi soldi in tasca. Intenzionato a fermarmi due o tre giorni. Parliamo di tempi lontani, intorno alla caduta del muro di Berlino.

Mi hanno accompagnato al mercato di Porta Portese, all’epoca piuttosto in auge e in qualche modo immaginato simile al Marché au puces di Parigi (di solito da chi non aveva mai visto quest’ultimo). Nonostante il mio essere piuttosto sveglio, in quell’occasione ho ceduto all’invito di uno che giocava alle tre carte, spinto dal socio che vinceva e rivinceva cinquantamila lire per volta (già, Lire…). Per farla breve mi sono fatto fregare tutti i soldi che avrebbero dovuto pagarmi la mia vacanza di tre giorni, e sono ritornato a casa il giorno stesso, facendomi prestare i soldi per il bigietto del treno.

Di quella occasione non ho in mente tanto il truffatore delle tre carte, quanto del “socio”. Mi era rimasto impresso, e mi rimane in mente ancora oggi, il modo in cui facesse da spalla al truffatore. Senza il “socio”, o “compare”, il truffatore non riuscirebbe mai a fregare ignari passanti.

Vi chiederete cosa abbia a che vedere il gioco delle tre carte con il lavoro, specialmente nel dopo COVID19 del 2020. Ieri ho visto un webinar (fa figo chiamarlo così, e così lo hanno pubblicizzato) di un famosissimo marchio che vende integratori più o meno naturali. E ho visto la stessa organizzazione del gioco delle tre carte.

La persona che cerca lavoro viene intercettata dai soliti annunci online, si trovano su ogni portale di lavoro, anche quelli più blasonati. Chi aggancia il futuro lavoratore evita accuratamente di parlare della ditta per cui si dovrebbe lavorare, anzi si rivolge in un modo estremamente professionale. Sembra sempre che ci faccia un favore, ma “solo” perchè trova nel nostro curriculum alcuni tratti interessanti. Ecco qui una copia della mail ricevuta in risposta. Risposta alla velocità della luce, peraltro.

Il Webinar di presentazione del lavoro

Passiamo al Webinar. Dopo una rapida presentazione del noto marchio, ecco i primi partecipanti che non solo si presentano, ma anche parlano della loro esperienza. Tutti lavorano part time, tutti lavorano solo poche ore al giorno, e riescono a conciliare questo fantastico lavoro con le loro normali e banali attività quotidiane. Mantengono il lavoro “fisso”, ma giusto per sport, perchè con questa vendita di integratori… e ora preparatevi.lavoro-a-distanza-lolli-group-0

Uno guadagna 1000 euro al mese, ma ha appena iniziato. L’altro lavora con la moglie, e insieme vendono gli integratori. Sai perchè hanno iniziato? Perchè nonostante lavorino entrambi, stentavano ad arrivare a fine mese, con due stipendi fissi. E ora? Beh, ora guadagnano la bellezza di 4000 (quattromila !) euro al mese.

Infine c’è un altro che guadagna la stessa cifra, ma è ancora insoddisfatto, perchè il target, il limite superiore a cui puntare, è lo stipendo “medio” di chi lavora in questo network: 20.000 euro al mese (ventimila, avete letto bene). Questo sa che ci può arrivare, e sa che “a breve” ci arriverà.

Ecco come vi fregano. Vi convincono che lo potete fare anche voi, ed è davvero molto, molto semplice…

Il giorno dopo ovviamente contatti, messaggi, comunicazioni per farvi sapere che è l’ultima occasione della vita… E ti credo, a ventimila al mese avranno pochi posti liberi, no?

Identico discorso con i profumi, i trucchi, la cosiddetta Beauty Box o Beauty Set, o Kit. Ovviamente la comprate voi, anticipate una settantina di euro, ma, garantito dalla presentatrice:

La maggior parte delle sue clienti tiene per se la Beauty Box, perchè serve da campionario (un campionario che pago io?), e ci sono prodotti veramente eccezionali all’interno.
Infine ci sono quelli che per un lavoro vi chiedono di inviare una vostra foto di un documento, con una foto scattata tipo fototessera, mettendo bene in evidenza un foglio che inviano loro stessi.

Se vi chiedete perchè sia una truffa, è presto detto. La foto della vostra faccia, con il documento allegato, va a finire subito nel Dark Web, rivenduta a pochi euro. Dopo poco sarete responsabili di qualche acquisto in rete, certificato dal vostro documento di identità. D’altro canto lo avete mandato voi, la faccia nella foto è innegabilmente la vostra, quindi preparatevi a pagare un avvocato penalista per convincere il giudice che l’avete fatto in buona fede.

Non si lavora anticipando soldi

La conclusione è sempre e solo una. Per lavorare non si devono anticipare soldi. Per lavorare non si manda la carta di identità via mail.lavoro-a-distanza-lolli-group-1

Soprattutto non si guadagnano 20.000 euro, nemmeno 4.000, nemmeno 1.000 e nemmeno 100 euro al mese vendendo integratori part time un’ora al giorno.

Lavorare è dura, difficile, in questo periodo poi è un macello. Si butta sudore e sangue, fisicamente o virtualmente. E’ pieno di persone che assumono a 300 euro al mese per un lavoro full time, e i pochissimi che offrono un contratto pagano intorno ai 1000/1100 euro. E chiedono di lavorare 8/9 ore al giorno, almeno. Capite da soli che le favole non esistono, non esistono ventimila euro al mese, non esistono scorciatoie.

Attenzione, cercate di non farvi fregare, e fermatevi a pensare, se vi sembra tanto semplice.

5 modi per fatturare durante COVID19 e nel PostCovid

Un imprenditore sensato e nella realtà, dopo questo disastro del COVID19 e ora ancora di più nel PostCovid, dovrebbe avere capito che nulla sarà mai più come prima.
Noi non siamo nemmeno migliorati o cambiati, come in molti si auguravano, e anzi il cliente è ancora più attento alle spese e molto poco propenso all’acquisto.

Inoltre la sete di risparmio ci porta inevitabilmente ad acquistare prodotti di bassa o scarsissima qualità, a prezzi quasi ridicoli (si pensi ad esempio ai prezzi della carne proveniente da allevamenti superintensivi).

La maggior parte delle imprese hanno una sede fisica, dove il cliente può recarsi, ed eventualmente acquistare. L’obbligo del lockdown ha portato anche i consumatori meno smaliziati a tentare, spesso rimanendone soddisfatti, la strada dall’acquisto online, dell’ecommerce come sostituto dell’acquisto fisico.

La pandemia COVID19 ha fatto chiudere le porte degli esercizi commerciali, ma questa potrebbe non essere una evenienza unica. Potrebbe capitare di nuovo, specialmente se i contagi aumenteranno nelle prossime settimane o mesi.

Il personale, è inutile negarlo, rappresenta un costo elevatissimo per ogni impresa. Dipendenti che rimangono a casa, senza poter svolgere la funzione di accoglienza fisica ai clienti, sono pressochè inutili, e un peso enorme per l’azienda, in qualsiasi settore.
Solo l’area IT è predisposta per il lavoro in Smart Working senza limitazioni. Un programmatore non ha grandi necessità, una linea adsl dati è sufficiente, insieme con un computer, anche portatile.

Ecco dunque 5 consigli per mantenere la tua azienda attiva, per prepararla alla fase PostCovid, per darle soprattutto una nuova modalità di vendita al pubblico.

  1. Crea un sito ecommerce o migliora il tuo esistente
  2. Prodotti e Servizi in prevendita
  3. Consegna a domicilio
  4. Prodotti digitali
  5. Coinvolgi nuovo pubblico

1. Crea un sito ecommerce o migliora il tuo

E’ il momento giusto per creare un sito ecommerce e trovarti online in pochi giorni, a disposizione dei tuoi clienti.
Esistono migliaia di siti web che permettono di creare il tuo sito web in pochissimi click, e iniziare subito a inserire il prodotti.
A differenza di tutti i sistemi automatici, Lolli Group propone un pacchetto per realizzare un sito eCommerce partendo da un lavoro manuale di un programmatore. La differenza sta nella capacità di indicizzare il sito, che diventa una vera vetrina dove i tuoi clienti potranno facilmente trovare ciò che desiderano.
Un sito web eCommerce a soli 299€ o anche al doppio, conclusa l’offerta COVID19, è un’opportunità da non perdere, per aprire al mondo.
Ricordati che da un sito eCommerce il cliente potrà acquistare anche essendo molto lontano dal tuo negozio fisico, usufruendo di semplici e poco costose spedizioni.

Se hai già un sito web, è il momento di dedicare del tempo a sistemarlo, integrarlo con nuove informazioni, news, proposte e articoli inediti. Ricordati che un sito web viene visitato e indicizzato se ha informazioni interessanti.
Chiediti perchè un cliente dovrebbe cercare e rimanere sul tuo eCommerce, invece che andare su Amazon, eBay o altri colossi: deve trovare qualcosa che in altri siti web non troverà mai. Di certo non potrai personalizzare un sito eCommerce gratuito realizzato con qualche software open source o siti per crearlo rapidamente.

2. Prodotti in prevendita

Anche il Comune di Roma, in uno dei Municipi, ha organizzato una sorta di prevendita di articoli, riunendo alcune categorie commerciali in una solo gruppo.
Può farlo anche tu senza grandi sforzi.
Organizza un evento sul web, ad esempio un webinar, dove proporrai ai tuoi clienti un acquisto in anticipo, scontato. Potranno usufruirne a brevissimo, dopo la riapertura, e tu potrai incassare per le spese correnti.
Una estetista può incassare in anticipo per un trattamento relax PostCovid, un parrucchiere per il primo taglio dopo il lockdown, ma anche un ristorante può incentivare la visita non appena riaperti i battenti. Una cena a prezzo fisso, ad esempio, può essere scontata fino al 20% se acquistata in anticipo. Anche in questo caso il tuo eCommerce sarà decisivo, perchè permette l’acquisto d’impeto, dirattamente online e con la carta di credito. Immagina quanti si perderebbero “per strada” se dovessero aspettare l’IBAN per il bonifico, andare in banca o farlo online…

3. Consegna a domicilio

Se ancora non ti sei organizzato con la consegna a domicilio, è il momento giusto.
Puoi organizzarti in proprio, ma puoi anche molto semplicemente rivolgerti a uno dei molti servizi di consegne disponibili nella tua zona.
I fattorini in moto o bicicletta saranno ben contenti di consegnare la tua merce o i prodotti a domicilio in pochissimo tempo. Informati ad esempio con Glovo, Deliveroo o UberEats.
Potrai anche unire il tuo eCommerce a una consegna a domicilio entro i limiti della città o zona dov’è la tua attività.

Non pensare che le consegne siano limitate alle sole pizze, o proodtti alimentari. In questo periodo le persone si sono fatte consegnare di tutto, a domicilio.

4. Prodotti digitali

Vendi libri? Sei un esperto in corsi e formazione?
Queste e moltissime altre attività possono essere trasformate online. Ad esempio un nostro cliente ha iniziato a vendere su eCommerce manuali per gli Agenti Immobiliari, per la mediazione, per l’arte della Vendita.

Quanto webinar hai visto in queste settimane? Perchè non creare il tuo per sfondare in un nuovo mercato?

5. Coinvolgi nuovi clienti

Non devi dimenticare nè farti dimenticare dai clienti.
Racconta loro con una mail cosa stai facendo, come ti sei organizzato e, perchè no, anche i problemi che stai incontrando con la tua azienda.
Dai una speranza futura, mettiti a disposizione per consigli, idee, contatti.
Fatti sentire, ricorda loro che esisti. In modo che siano pronti alla riapertura e subito dopo, e che ricordino te come quello presente in molti messaggi e comunicazioni.

Come hai notato, i cardini della nuova vita imprenditoriale PostCovid sono essenzialmente due: l’area informatica e la comunicazione.
Se hai una necessità in questi ambiti, se non sai o non te la senti di realizzare tutto da solo, contattaci e ti affiancheremo.


Siamo sempre a disposizione per un dubbio, problema, consiglio, senza alcuni impegno. E come sempre, nell’emergenza, ci spostiamo ovunque, rapidissimi.

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Decreto Liquidità Covid: sostegno finanziario per imprese e professionisti 8 aprile 2020

Il decreto Liquidità è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come D.L. n. 23 del 2020.
Le risorse disponibili vanno fino all’importante cifra di 400 miliardi di euro, e serviranno a sostenere la liquidità di aziende e professionisti. Per accedere ai prestiti a favore di una più o meno immediata liquidità, infatti, l’impresa avrà dalla sua parte il Fondo centrale di garanzia PMI, come anche le garanzie rilasciate da SACE. Ci sarà inoltre una sospensione di tutti i pagamenti fiscali e contributivi, e uno spostamento della scadenza per consegnare le CU – da parte dei sostituti d’imposta – al giorno 30 aprile.
Il Decreto Liquidità contiene anche numerose ulteriori misure, ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 8 aprile 2020 (D.L. n. 23/2020). Il decreto porta le misure urgenti, pari a un controvalore di 400 miliardi di euro, per l’accesso al credito da parte di imprese e singoli professionisti, la sospensione di importanti – e pesanti – adempimenti fiscali, supporto all’export, supporto alle aziende, golden power e norme in materia di giustizia.

Ecco i punti principali del decreto.

Sostegno alla liquidità

Grazie al decreto, lo Stato può concedere garanzie per l’accesso al credito, attraverso la società statale SACE, controllata dalla Cassa Depoiti e Prestiti. La garanzia andrà in favore delle banche che effettuino operazioni di prestiti per liquisità alle imprese di ogni tipo.

I limiti per le imprese sono basati su fatturato e dipendenti, ecco un dettaglio:

  • Copertura fino al 90% dell’importo richiesto per imprese con meno di 5000 dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro. Prevista una procedura semplificata.
  • Copertura fino al 80% dell’importo richiesto per imprese con oltre 5000 dipendenti e fatturato fra 1,5  e 5 miliardi di euro.
  • Copertura fino al 70% dell’importo richiesto per imprese con oltre 5000 dipendenti e fatturato di oltre 5 miliardi di euro.

Attenzione, l’importo richiesto e in garanzia non potrà superare il 25% del fatturato del’anno 2019, oppure il doppio del costo per il personale sostenuto dall’azienda.

Sono riservati 30 miliardi per le piccole e medie imprese, comprese le ditte individuali e le partite IVA, a patto che sia già stato esaurito il credito del Fondo Centrale di Garanzia.

Audioguide per musei File Audio e Audiolibri

Lolli Group, anche con la collegata LollyMap, si occupa fin dal 2005 della realizzazione di audioguide per musei e luoghi di cultura. Una delle primerealizzazioni è stata per lo Zoo di Mosca, poi per la cattedrale di Sofia, Bulgaria, e in molti altri luoghi in Europa e in Italia.

Le nostre audioguide garantiscono l’utilizzo dei migliori sistemi elettronici di Text to Speech, quando non siano realizzate da doppiatori professionisti.

Tutti i file audio sono semplici e immediati nell’utilizzo, e possono essere facilmente distribuiti.

Sono l’ideale per qualsiasi tipo di strutture, come per i progetti Low Budget, dato che i sistemi automatici possono in molti casi sostituire il lavoro manuale, molto lungo e costoso.

Dall’inizio dei problemi dovuti al Corona Virus abbiamo realizzato migliaia di file audio Mp3 dedicati alle scuole e studenti di tutta Italia e in Europa.

I costi sono estremamente accessibili, contattaci subito per avere un preventivo veloce, basato sulle tue esigenze.

Non ti elencheremo tutti i nostri clienti, che sono molti e anche molto noti. Ci basta farti sapere come la nostra attenzione sia da sempre dedicata al cliente e alle sue esigenze. Indipendentemente dal budget, vogliamo che il prodotto o il servizio ti soddisfi.

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Bando Digital Impresa Lazio POR FESR G08196 del 17/06/2019

E’ stato pubblicato il bando della Regione Lazio con il nome Bando Digital Impresa Lazio POR FESR, numero G08196 del 17/06/2019. Il bando ha lo scopo di rafforzare la competitività della produzione nella Regione Lazio, aiutando i processi e i nuovi interventi di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico. Per il bando POR FESR Digital Impresa Lazio la Regione ha stanziato 5 milioni di euro, con una riserva di 1,5 milioni per le imprese specifiche del commercio. Esistono ulteriori contributi dedicati a esclusivo vantaggio di Comuni nelle Aree di Crisi Complessa della Regione Lazio.

Beneficiari del Bando Digital Impresa Lazio POR FESR G08196 del 17/06/2019

PMI, in forma singola, inclusi i Liberi Professionisti, titolari di partita IVA, con Sede Operativa nel Lazio. Anche chi intende trasferire una sede operativa nel Lazio nel prossimo futuro può partecipare. Il Progetto deve prevedere interventi per la Sede Operativa del Lazio.

Progetti ammissibili

A titolo di esempio elenchiamo solo alcune delle aree ammissibili, rimandando al LINK UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO per la lettura del Bando Integrale.
I Progetti sono agevolabili quando includono, fra l’altro:

digital marketing, SEO – Search Engine Optimization – SEM – Search Engine Marketing – Web, Social e Mobile marketing;
realizzazione siti di e-commerce;
punto vendita digitale e sviluppo servizi front end e customer experience per i punti vendita;
prenotazione elettronica e pagamento digitale;
IoT Internet of Things, sistemi connessi ad attuatori intelligenti (luci, riscaldamento, allarmi, videocamere, ecc.);
logistica, con software per la gestione e il coordinamento della logistica, ovviamente inclusi i Gestionali Personalizzati Lolli Group anche per la gestione imprese o magazzino.

Il contributo sarà al massimo mari al 70% del progetto, se l’azienda rispetterà tutte le norme previste.

Rimandiamo per la lettura di tutto il progetto nel dettaglio alla pagina della Regione Lazio, ricordandovi che prima si presenta un progetto, in questi casi, meglio è.
Un’ottima occasione per sistemare e portare l’azienda al livello Azienda Digital 4.0, e implementare un Gestionale che finalmente possa aiutare nella gestione delle attività quotidiane.

Nella presentazione della domanda potranno essere d’aiuto i vostri consulenti fiscali, commercialisti, fiscalisti, referenti. Se non avete nessuno che possa darvi una mano, possiamo aiutarvi noi di Lolli Group.
Chiamateci per decidere come sfruttare questo interessantissimo contributo, e avere davvero un’azienda al passo con i tempi.

 


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Terremoto a Roma alle 22:45 avvertito nelle abitazioni

Un terremoto di magnitudo ancora da identificare e confermare da parte dell’istituto di Vulcanologia Nazionale, ma sicuramente avvertito nelle abitazioni di Roma, è avvenuto verso le h. 22:45 di questa sera.

L’epicentro dovrebbe trovarsi a circa 18 Km dalla capitale, Roma, e sembra che la magnitudo sia di circa 3.2 M.
In aggiornamento costante i sistemi di Lolli Group e i gestionali computerizzati e personalizzati anche per gli episodi sismici.

AGGIORNAMENTO TERREMOTO ROMA del 23 Giugno

I sistemi gestionali Lolli Group hanno registrato l’ultimo dato dell’Istituto Nazionale di Vulcanologia Italiano.
Il terremoto di magnitudo ML 3.7 è avvenuto nella zona a 3 km NE Colonna (RM), nella zona dei Castelli Romani.

L’orario esatto dell’avvenimento è indicato:

  • 23-06-2019 20:43:48 (UTC)
  • 23-06-2019 22:43:48 (UTC +02:00) ora italiana

Ecco qui le esatte coordinate geografiche (lat, lon) 41.8612.77 . Il terremoto ha avuto l’ipocentro a una profondità di 9 km.

Presumibilmente proprio la superficialità del terremoto ne ha fatto avvertire la scossa nella capitale.

Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma.

Ecco il link CLICCA QUI per i dettagli direttamente dall’Istituto di Vulcanologia

Se avete avvertito il terremoto nella vostra zona, il nostro sistema Geologico Italiano vi invita a compilare il questionario che si trova a QUESTO LINK.

terremoto roma 23 giugno

 


Ecco un elenco delle città e dei Comuni a poca distanza dall’epicentro del terremoto, così come evidenziati e calcolati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

 

ComuneProvDistPopCumPop
ColonnaRM342874287
San CesareoRM51515319440
Gallicano nel LazioRM5633425774
ZagaroloRM51784343617
Monte CompatriRM61197855595
Monte Porzio CatoneRM6869364288
Rocca PrioraRM71196276250
FrascatiRM92208798337
PalestrinaRM1021672120009
Castel San Pietro RomanoRM11902120911
PoliRM112418123329
San Gregorio da SassolaRM111619124948
GrottaferrataRM1120327145275
CasapeRM11744146019
Rocca di PapaRM1217034163053
TivoliRM1256533219586
LabicoRM136379225965
MarinoRM1343026268991
CaveRM1411287280278
Rocca di CaveRM15377280655
CiampinoRM1538412319067
LarianoRM1513432332499
ValmontoneRM1515959348458
Capranica PrenestinaRM15351348809
Castel GandolfoRM168997357806
NemiRM161943359749
Castel MadamaRM167399367148
Guidonia MontecelioRM1788673455821
Albano LazialeRM1741715497536
PisonianoRM17770498306
GenazzanoRM176036504342
AricciaRM1719407523749
Genzano di RomaRM1823970547719
ArtenaRM1814276561995
San Vito RomanoRM183273565268
San Polo dei CavalieriRM182992568260
CicilianoRM191336569596
VelletriRM1953303622899
MarcellinaRM197280630179
Fonte NuovaRM2032562662741

Difendersi dalle Recensioni Negative o Fake – Corsi SEO Online Lolli Group

Le recensioni fasulle o recensioni fake, prima o poi, capiteranno: come difendersi dalle recensioni negative su Google, Facebook o su altre piattaforme, ad esempio Google My Business?
La recensione falsa, specie se condita con epiteti rabbiosi e diffamatori, è tipica del nostro tempo. Una volta era ciò che si riferiva alla portinaia, la quale poi spargeva la voce, a valere come “verbo”. Ora, pur mantenendo la portinaia – quando esiste – un ruolo estremamente importante per la diffusione orale, i social e in generale internet sembrano l’ultima spiaggia degli haters di professione o amatoriali.

Le recensioni negative danneggiano l’azienda

Alcuni studi recenti hanno confermato che più di un utente abbia interrotto il proprio acquisto online prima di arrivare alla fine, proprio per colpa di recensioni negative lette durante il processo di acquisto.
E queste, per gran parte, vengono scritte da concorrenti, o da veri e propri haters professionisti.

D’altronde ci sono moltissimi siti che sbagliano comunque acquistando dei commenti positivi, che sperano possano innalzare la popolarità e la capacità di vendita.
Il mercato è florido, ci sono molti siti esteri che offrono la possibilità di acquistare, con più o meno anonimato, dei commenti fake per qualsiasi piattaforma.

YouTube o Facebook, oppure Google My Business e Google Map, ma anche Twitter o forum privati e gestiti in autonomia.
Per ogni luogo virtuale ove ci sia la possibilità di scrivere, esiste un servizio che permette di acquistare un commento.

Ci sono quelli che lasciano solo una valutazione basata sulle “stelle”, come ad esempio su Google MyBusiness, altri che infieriscono in tutti i modi possibile.
La valutazione fake, o recensione negativa, è l’equivalente da “adulti” e mai le virgolette sono state spese meglio, del bullismo a scuola. Se ci pensate gli adolescenti che tentano di farsi notare con atteggiamenti da torelli pieni di ormoni, se non da veri e propri delinquenti, applicano la stessa attività sui profili dei propri compagni da sottomettere.
Come il bullo del quartiere scrive su Facebook insulti alla ragazza o ragazzi di turno, il censore fake lascia commenti negativi attraverso i social.
Nello stesso modo si nasconde, ed evita ogni sistema per farsi rintracciare e riconoscere.
Perchè nessun bullo, adolescente o adulto, ci metterà mai la faccia.

Come cancellare valutazioni negative

Vediamo l’esempio più frequente, e più semplice per il disturbatore fake. Il commento su Google MyBusiness da 1 stella, seguito o meno da insulti o minacce. L’unica via che non dovrete scegliere è quella di far finta di nulla. Il commento da solo non se ne andrà, e anche il commento più stupido potrebbe essere preso per vero da uno dei vostri clienti.

Inoltre Google, se anche non ne parla esplicitamente, probabilmente nel proprio algoritmo ha una valutazione positiva per chi presta del tempo a rispondere ai commenti, specialmente se si tratta di commenti negativi.

In fondo i computer non possono – ancora – interpretare una valutazione, e non possono capire del tutto se corrisponda alla verità oppure sia solo ed esclusivamente un fake.

Questo ovviamente è vero fino a un certo punto. Se chi vi ha dato un commento negativo, o una stella, è un profilo che ha solo uno o due commenti all’attivo, che non ha foto, che non ha alcuna attività se non l’apertura del profilo il giorno prima del commento rilasciato, è evidente si tratti di un fake, e con la stessa evidenza anche Google lo prenderà in considerazione.

Proprio per questo motivo acquistare commenti, o like, o amicizie Facebook attraverso le cosiddette fabbriche di fake, non solo non ha alcun valore nel posizionamento SEO, ma rischia di essere molto controproducente.

Migliaia e migliaia di like in un paio di giorni non serviranno ad altro che farvi scendere in qualsiasi classifica SEO si trovi sul web, da qualsiasi motore di ricerca.

fake-google-review-cancellare-eliminareTornando al nostro commento fake, recensione falsa, a fianco a ogni recensione di Google MyBusiness, ad esempio, c’è un pulsante per inviarla in revisione e Google, oppure una bandierina che svolge la stessa funzione. Per arrivarci dovrete cliccare sui tre puntini (uno sull’altro) che sono proprio a fianco di ogni commento, come si vede anche nell’immagine.

La violazione delle norme di pubblicazione di Google segue regole ben precise, e una volta cliccato sul pulsante sarà possibile aggiungere la propria mail, dove si riceverà la conferma della segnalazione, e indicare il motivo fra quelli proposti da Google. Di solito il commento si presenta come inappropriato, lesivo, oppure addirittura potrebbe incitare all’odio, o rappresentare una vera e propria diffamazione.

Denunciare alle autorità

Troppo spesso in Italia si ha scarsa fiducia nel lavoro delle autorità competenti. Molte, moltissime volte si preferisce lasciar perdere e non andare a denunciare fatti simili, ovviamente se siano di una certa gravità.

Al contrario dovremmo invece fare tutti, specie quando i commenti fake rappresentino, come già detto, una vera e propria diffamazione, e non si limitino alla singola stellina o dislike.

Davanti a parole forti e pesanti, davanti a una aggressione avvenuta via web invece che di persona, dovremmo andare dai Carabinieri, dalla Polizia, e presentare denuncia. Penseranno poi loro a raccogliere le informazioni e passarle alla sezione della Polizia Postale, che si occuperà delle indagini.

Anche in questo caso non dobbiamo essere troppo negativi. Sono troppi i film di hackers che ci hanno fatto vedere, ma la realtà è molto diversa. Nonostante tutte le accortezze per camuffarsi in rete, per sparire dietro DNS e IP di nazioni estere, o utilizzare Tor Browser o strumenti simili che – crediamo – ci garantiscano l’anonimato, i reparti speciali degli inquirenti impiegano solo pochi attimi per rintracciare l’indirizzo IP di partenza. Da lì possono avere subito l’intestazione, e risalire immediatamente al computer, o ai computer, che hanno generato il commento fake, diffamatorio.

Ovviamente non potranno essere presi in considerazione commenti senza queste caratteristiche, ma chi sfoga la propria rabbia repressa con una serie di insulti verso di noi o verso la nostra azienda, dovrebbe preoccuparsi leggermente di più delle conseguenze a cui possa andare incontro.

E se proprio vuole fare il bullo, che lo faccia almeno a volto – e nome – scoperto.

Corsi SEO Online Lolli Group – 5 segreti per email marketing perfette

Le campagne email marketing stanno tornando ad avere l’impatto di qualche anno fa sul pubblico, ma per ottenere il massimo bisogna sempre conoscere qualche trucco in più degli altri.
Ecco alcuni – 5 per ora – suggerimenti per ottenere campagne email di grande rendimento, che abbiano tassi di conversione molto elevati.
Se anche a te è capitato di non vedere riscontro per le tue campagne di email marketing e marketing digitale, nonostante la preparazione attenta, allora questi 5 segreti potranno aiutarti a ottenere finalmente un risultato degno delle aspettative.

Segreto 1 – Oggetto che attiri interesse

Non è indispensabile scrivere come il migliore dei gironalisti per trovare un oggetto per la tua email marketing che possa incuriosire e attrarre il tuo pubblico. Certo, potrai non essere un professionista come noi di Lolli Group, che con le parole lavoriamo ogni giorno, specialmente se ti dedichi a una professione o hai una azienda dove il tuo ruolo non ha molto a che vedere con la scrittura.

Devo trovare un modo, però, di ottenere un oggetto interessante per quello che scrivi nella tua email. Se non hai dimestichezza con le parole giuste, o chiedi a chi le conosce, e può trovare l’oggetto giusto per te e per le tue email marketing, oppure impegnati e inizia a scrivere, anche su un foglio di carta, gli argomenti di cui vorrai trattare. Prova a immaginare la tua storia, metti insieme i pezzi, infine dagli un titolo giusto.

Per averlo cerca di essere conciso e arrivare subito al punto. Un titolo deve contenere subito l’oggetto di interesse, devi togliere tutto quello che non serve – gli avverbi, ad esempio – e ridurlo al minimo indispensabile. Fallo leggere a qualcuno che non sia tu, e cerca di capire se ha intuito di cosa vorrai parlare.

Ricordati che il titolo è la prima presentazione della tua email marketing. E’ quello che fa decidere a un utente di cancellarsi dalla mailing list oppure aprirla.

Segreto 2 – Scegli il momento giusto

Alcuni strumenti per inviare le email, Sendinblue ad esempio, nel pacchetto premium permettono di scegliere automaticamente l’orario migliore per inviare la mail. Questo è basato semplicemente sul “ricordo” del server di invio, che sa a che ora i tuoi destinatari hanno aperto la mail, negli invii precedenti.

Sul web troverai molti pareri diversi fra loro, tutto e il contrario di tutto. Per chi lavora molto di sicuro la mattina non è un momento tranquillo, tanto che uno studio dichiarava che i manager fossero più propensi a leggere le mail marketing il sabato mattina, verso le 10. Per molti altri l’orario di ufficio può andare bene, e si è visto che il martedì e il giovedì si riescono ad ottenere risultati migliori.

Gli studenti ad esempio saranno più disponibili dopo le 15, quando siano usciti da scuola e magari abbiano anche finito di mangiare, mentre altri lavoratori hanno un accesso solo limitato alla posta elettronica durante la giornata lavorativa.

In generale partite con un orario e un giorno che vi pare buono, poi controllate e cambiate. Fate dei test, delle prove, e alla fine otterrete in momento migliore di invio per i VOSTRI utenti. Non fate come un nostro vecchio cliente, che si era imposto di mandare le mail sempre e solo il giovedì, e nonostante il calo drastico delle letture, continuava a mantenere lo stesso giorno di invio.

Segreto 3 – Scegli le parole giuste

Sembra la parte più banale, ma la maggior parte delle mail sono sgrammaticate e scritte malissimo. Molte volte sembra che nemmeno sia stata riletta una email marketing, e questo non può andare bene.

Inoltre non insistete continuamente con le stesse parole chiave, perchè chi legge arrivi a pensare di essere preso per scemo. Non badate a tutte le scemenze che si leggono sul web a proposito del SEO, in questo caso pensate solo al destinatario. A voi piace quello che c’è scritto? Comprereste il prodotto o il servizio che avete descritto nella mailing list?

Provate sempre a far leggere ad altri lo stesso testo, e ascoltate pareri diversi.

Alla fine del messaggio non dimenticate di inserire una “call to action”. Si tratta di ripetere il punto chiave della vostra strategia di marketing, e di metterla nelle mani del destinatario che riceve la comunicazione. Non chiudere mai il pezzo con una domanda, fa molto scuola elementare e non è corretto. Finisci piuttosto con un suggerimento che darai a chi legge, e di seguito metterai un pulsante per mettere in pratica questo consiglio: “Clicca qui per risparmiare oggi 20 €”

Segreto 4 – Un po’ di psicologia

La tua email marketing racconta una storia. Come in tutte le storie il personaggio principale, il vostro destinatario, è in contrasto con il cattivo. Lui è quello che riuscirà a ottenere il miglior risultato, il maggior sconto, il servizio professionale. L’altro, quello che non si vede, ma di sicuro quello che il vostro destinatario non vuole essere, perderà tutto. Soldi, servizi, prodotti.

Proponiti se possibile con il tuo vero nome, aiuterà il tuo futuro cliente a vederti più sincero, sentirti più vicino alle sue esigenze.

Mantieni un rapporto e invia una mail anche se non devi vendere qualcosa in un determinato momento. Puoi farti sentire dai tuoi destinatari anche senza uno scopo preciso. Ad esempio puoi inviare gli auguri di buon compleanno, se conosci la data di nascita, oppure gli auguri per Natale o per Pasqua. Normalmente sono sempre graditi, specialmente se non li mandi insieme a tutti gli altri, all’ultimo instante, ma ti distingui anche in questo.

Un cliente, ma anche un semplice interessato, deve essere trattato come fosse un amico. Bisogna cercare di rendersi disponibili quanto più possibile, come spesso facciamo noi in Lolli Group con il SEO e il Web Content: diamo indicazioni e suggerimenti a chi ce li chiede, e non necessariamente sono tutti clienti. Spesso chi chiede è un appassionato o qualcuno che vorrebbe ottenere – anche in modo amatoriale – il miglior risultato da proprio SEO e dal Web.

Segreto 5 – Conosci il tuo pubblico

Dovresti creare una mail diversa per i gruppi dei tuoi clienti, per aiutarli a sentirsi capiti e immaginare di avere dall’altra parte della tastiera qualcuno che davvero possa aiutarli.
Ad esempio noi di Lolli Group inviamo una mail, che si inserisce nei nostri sistemi di digital marketing, ogni volta che si apre un bando o un contributo in una zona del nostro paese. Di recente si è aperto un contributo a Napoli della CCIAA per 15.000 euro a fondo perduto, e qualche mese fa c’era un bando simile, per la impresa 4.0 ovvero la digitalizzazione in azienda, a Roma. In tutti i casi abbiamo inviato informazioni non solo ai nostri clienti, ma anche a tutti gli interessati. Naturalmente solo a chi fosse nella provincia di competenza.

Che senso avrebbe mandare a Milano l’annuncio di un contributo per la zona di Catania? Il destinatario penserà che stiate semplicemente spammando a più indirizzi possibile, e si cancellerà immediatamente dalla mailing list.

Infine rispetta i tuoi utenti. Se hai promesso una mail ogni settimana, fallo. Se hai promesso un gadget o un omaggio a chi si fosse iscritto, mandalo.

Non prendere in giro nessuno, perchè la pessima reputazione sul web è molto difficile da eliminare. Si fa molto prima a ottenere commenti positivi con un po’ di gentilezza e di disponibilità.

 


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